Fili di consumismo

Sono un'insegnante ,che scrive da sempre. Questa passione è nel mio DNA ,in quanto tutti i componenti della mia famiglia hanno scritto e scrivono. La poesia rappresenta quasi un'esigenza . Attraverso la scrittura ,posso conoscermi nelle pieghe più profonde dell'anima. Ho partecipato a vari concorsi letterari , con
Commenti (6)
versi improntati ad una disamina del cammino dell'uomo... del cammino di questa società che abbandona mano mano i vecchi valori sostituiti da un inutile consumismo... bella!
una poesia molto profonda, come dal estro poetico di questa autrice una bella considerazione sulla vita e il cammino dell'uomo che guarda alla società con il suo consumismo che a volte è esagerato e perdendo così l'insegnamento dei nostri vecchi delle tradizioni e degli usi bellissima apprezzata
Profonda e impegnata questa bella poesia... Apprezzata.
La società dei consumi si è impadronita del nostro tempo e della nostra coscienza spadroneggiando su ogni decisione e arrogandosi il diritto d'arbitrio sulle nostre scelte che vengono operate sulla base di bisogni indotti da necessità che saziano in primo luogo l'ingordigia del potere e del danaro e poi le reali esigenze umane sempre che non siano in contrasto con i suddetti interessi d potere. I veri valori della vita qualora e dove ancora vi siano sono relegati ad essere il fanalino di coda a cui dare una svogliata occhiata. Fortunatamente non sempre e non ovunque vige questo esecrato stile di vita moltissime persone vivono ancora secondo regole oneste e dignitose
"... E in questo Bailamme accumula beni irrisori ..." Versi che sembrano richiamere le parole di Gesù:" Non accumulate beni sulla terra, dove tignola e ruggine attecchiscono. Costruitevi, piuttosto, Tesori in Cielo, poiché lì, sarà il Regno di Dio". Bellissima Poesia, in un Contenuto di Pregiatissimo Valore!
Brano storico. Ormai il fine della dirigenza dietro le quinte non appare più il consumo e neanche il potere; nella fase di adesso, si può prendere atto di una distruzione, di valori, pianificata; cioè, il male fine a se stesso.






