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Sociale 31 gennaio 2010 · lettura 1 min · 2857 letture

PERSI A SE STESSI (nell'adolescenza)

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Massimo Chiusi 556 poesie pubblicate
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Camminare senza meta uniti come un banco di pesci cattivi come lupi in branco eravamo ragazzi di quartiere forse come quelli di oggi non certo peggio di quelli di ieri. Assetati dall'onnipotenza dissetati da fiumi d'alcolici rigenerati da polveri bianche ove il Dio eri tu, tutto il resto formiche insetti da schiacciare prede da catturare. Beati nel nostro mondo harem dove le ragazze si potevano scambiare tutte tranne la tua regina del proprio capo che subiva e si vantava. Nessuno ci poteva toccare nemmeno nominare le mani si sarebbero fatte pesanti col destino di sirene e luci lampeggianti qualcuno si faceva prendere ma ricordava da dove proveniva così si mutava in muto silenzio di un grande che non era nemmeno maggiorenne ora ragazzo di una baby gang quel tempo ragazzo di una banda nulla è cambiato solo il modo in cui è chiamato. Uscito illeso mi schiero dall'altra parte in un mondo che un tempo era il mio.
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riflessioni sul passato e sui giorni di oggi nell'essere diventato adulto.

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L'autore
Massimo Chiusi

Sono nato a Latisana in provincia della mia bellissima città"Udine" esattamente il 18/01/1977. Della mia vita posso dire che ho vissuto da bambino coi nonni e la zia, poi breve ritorno a casa ed infine l’amore!!! Nell’agosto del 2008 sono diventato papà di Joshua e nel 2011 di Noah grazie alla loro madre Dalila con l

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Commenti (2)

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Antonio Biancolillo31 gennaio 2010

Quel mondo era un mondo tutto nostro... inventato da noi... alla nostra portata... dove la legge ...era la nostra legge... Madonna quanto tempo è passato... ah... se potessi tornare in quel tempo... Stupendo il ricordo... ben esposto nei tuoi versi... Apprezzatissima e originale...

Enrico Baiocchi31 gennaio 2010

Passato e presente, giuventù bruciata allora, gioventù bruciata ora, non eravamo meglio ma neanche peggio, forse l'unica vera differenza è che ora è una gioventù più sola. Bellissimo spaccato dell'adolescenza che si crede padrona del mondo. Apprezzata e condivisa