A ciud e libar
Ho finì al mi frezi invalnedi d'amor,
A jo pruvè,
Am so strazè,
Ho pasè dal nutedi a zarchet in ti mi sogn
Implurend e tu nom a gran vousa.
At l'ho det in dialet,
In italien e in ingleis,
che par me ci una roba speciela,
dal vulti scarzend, ma sempra da bon
c'an pos vivsenza ad te.
Ma at ho pirs,
ho falì.
An so un oman che mola l'os cun puc,
ma ho capì che st'os l'è trop dur,
e am i spacareb i dint.
Alora, a malincur,
a ciud e libar,
a cminz una vita nuva.
Ant scurdarò mai,
tciarì sempra in te mi cur,
at purtarò cun me in chev e mond,
ma sol cun e cur
TRADUZIONE:
Ho finito tutte le freccie avvelenate d'amore,
c'ho provato,
mi sono stracciato,
ho passato delle notti a cercarti nei miei sogni
implorando il tuo nome a gran voce.
Ti ho detto in dialetto,
in italiano e in inglese,
che per me sei una cosa speciale,
a volte scherzando, ma sempre seriamente,
che non posso vivere senza di te.
Ma ti ho perso,
ho fallito.
Non sono un uomo che molla l'osso con poco,
ma ho capito che quest'osso è troppo duro,
e mi romperei i denti.
Allora, a malinquore,
chiudo il libro,
comincio una vita nuova.
Non ti dimenticherò mai,
sarai sempre nel mio cuore,
ti porterò con me in cima al mondo,
ma solo col cuore
©
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L'autore
Toninodlazambela
ho 16 anni, vivo a casenatico, la città piu bella del mondo e scrivo in romagnolo perchè la considero la mia lingua madre. quello che scrivo nelle mie poesie non è mai inventato rispecchia la realtà: fatti realmente accaduti e sentimenti veramente vissuti. ho 6 in italiano e odio la poesia di giovanni pascoli, alda mer
Commenti (1)
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B
Benito Ciarlo8 febbraio 2010
Il tuo è un dialetto molto bello (emiliano/romagnolo, suppongo). La traduzione è necessaria ma come è naturale, non rende una briciola dello splendore dell'originale. Mi piacerebbe sentirla letta.