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Riflessioni 1 febbraio 2010 · lettura 1 min · 3036 letture

Parole spezzate

Rossella Gallucci 312 poesie pubblicate
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Parole spezzate -come ghiaccio stritolato tra i denti- rubano stridendo calore alla glottide che sputa suoni incomprensibili, farfugliando significati insignificanti. Vittime - carnefici inconsapevoli di immotivati attacchi, rimbalzano il loro eco nell'etere, irrompendo come fiume in piena senza più argini, travolgendo e devastando tutto ciò che trovano sul loro cammino.
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Parole dette senza pensare possono fare molto male...

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Rossella Gallucci
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Commenti (16)

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Enio Orsuni1 febbraio 2010

bisogna valutare le parole secondo le bocche dalle quali provengono. così faranno meno male. poesia molto profonda e apprezzata

Clodiaf09041 febbraio 2010

Le parole sono armi improprie nelle mani degli stolti che non le pesano... Bella e vera.

P
Pp1 febbraio 2010

Fanno male e non si cancellano dalla memoria, giusti versi per esprimere un disagio terribile. Molto piaciuta e condivisa.

Cuccu Anna Maria1 febbraio 2010

Ne uccide più la lingua che la spada, soprattutto quando le parole vengono pronunciate senza giusta causa ma con cattiveria allo scopo di ferire. Intensamente profonda ed evocativa. Stupenda.

Antonella Scamarda1 febbraio 2010

La ripercussione di una parola lasciata cadere disgrega ciò che stava insieme. Capita che, senza sapere come, un cuore colpito oscuramente da una parola detta per caso, si vuoti inesorabilmente. (Victor Hugo)

Moreno il Duca1 febbraio 2010

condivido appieno il commento di clodia e trovo giusto anche il commento di enio orsuni bisogna prima di fasciarsi la testa per parole ricevute gratuitamente guardare da che pulpito provengono fatta la diagnosi certe volte si può solo sorridere inchino e fiori a te poetessa

Daniela Pacelli1 febbraio 2010

Parole gridate spinte dal'istinto, colpiscono come scaglie di ghiaccio. Non si sciolgono però, restano lì ai bordi del cuore ad attendere che il male passi. Fanno troppo male, condivisa a pieno, me la sento un po' mia questa poesia, anch'io vittima di parole dette e scritte, che sono ancora lì, appese al cuore in attesa della primavera. Splendida

Berta Biagini1 febbraio 2010

Le parole buttate là alla rinfusa lasciano sempre il segno – bisognerebbe avere sempre il cervello collegato quando si pensa e poi quando si parla. Quanto male in meno si farebbe.

Fabrizio Diotallevi1 febbraio 2010

per poter scrivere cete poesie ocorre una sensibilità ed un'analisi critica che in pochi possiedono, fai bene a ricordare quanto terribile sia questo usare parole a casacccio, per cattiveri, per convenienza... per ignoranza! Totalmente condivisa,

Salvatore Ferranti1 febbraio 2010

con la tua riflessione... le parole feriscono molto più di tanti fatti. bella e profonda riflessione... in versi ammirevoli.

Giuseppe Monteleone1 febbraio 2010

Le parole spezzate hanno una loro autonoma vita nessuno le controlla più...

Giorgio Lavino1 febbraio 2010

Saper parlare. Saper dire. Saper dialogare. Sono virtù rare. Nel mestiere della vità la parola ha un ruolo importante. Putroppo questa è una società che sa solo sparlare. Complice media e falsi profeti. E' vero però come racconta questa bellissima p. spesso le parole son peggio dei fendenti. Non è facile ma si deve solo badare a schivarle.

Francesco Luca1 febbraio 2010

condivisa ed apprezzata, purtroppo la bocca spesso parla prima che il cervello rifletta...

Felice Di Giandomenico1 febbraio 2010

E'vero, parole dette senza essere connessi al cervello possono far molto male. Versi profondi che, comunque, stimolano la voglia di rispedire al mittente il fiato di bocche aperte. Componimento molto bello e apprezzato.

Antonella Bonaffini1 febbraio 2010

Io dico che bisogna sempre pesar il fiato prima di parlare... le parole a volte fanno male più di un pugnale! E'splendida!

Rita Minniti2 febbraio 2010

Hanno un grande potere le parole e spesso rappresentano una lama a doppio taglio o quel che è peggio, sono come dardi infuocati, che trafiggono il cuore. Trafiggono fino a far male, fino a far morire la voglia di ascoltare! Ma le paorle dette a metà sono le peggiori, quelle che come scrive l'autrice: "sputano suoni incomprensibili, farfugliando significati/insignificanti"... Determinata e forte questa espressione che dà il vero senso all'inutilità di quelle parole che restano ferme nella mente o al loro improvviso "sputare veleno", irrompendo proprio " come fiume in piena senza più argini", sul cammino della vita! Una poesia dal tono forte, duro, dove la rabbia trova il suo sfogo tra questi versi di maturata riflessione e immane bellezza.