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Introspezione 2 febbraio 2010 · lettura 1 min · 6464 letture

Chi Siamo?

Antonella Bonaffini 924 poesie pubblicate
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Qual'è il confine sottile che separa l'essere dall'apparire? Chi siamo? Quale la nostra veste? Da cosa di così peccaminoso pietrificando il capo in terra vorremmo mai fuggire? Sorriso apostrofa una convinzione... non siamo altro noi grandi propulsori che perdenti attori pudici mossi senza trovar le giuste corde... da una snervante delusione.
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Chi mi conosce sa... che "apparir non è sentire" è la mia poesia. Chi siamo realmente?

L'autore
Antonella Bonaffini

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig

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Commenti (24)

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L
Loreta Salvatore2 febbraio 2010

Chi siamo? Parvenza o realtà? Riflessione filosofica molto intensa che pone la questione dell'agire e dell'essere. Non siamo altro che attori pudici e disillusi. Molto condivisa per il messaggio. Pregevole nella forma e nei contenuti.

Nemesis Marina Perozzi2 febbraio 2010

Sempre più spesso ci sentiamo come marionette tristi, mosse da invisibili fili, che a volte si aggrovigliano, rendendo ancora più goffi i nostri già legati movimenti. Per quanto ci affanniamo a sembrar dotati di vita nostra, non riusciamo ad uscire dal nostro personaggio e quando il burattinaio si stanca di noi, ci appende al chiodo, disarticolando i nostri legamenti in una posa innaturale da impiccato.

Francesco Luca2 febbraio 2010

forse siamo solo semi in cerca di acqua per dar via a frutti... , molto apprezzata... complimenti

Fabrizio Diotallevi2 febbraio 2010

credo che già il fatto di scrivere comporti la certezza di non essere mossi da nessun filo se non quello del nostro essere più vero. Ovviamente ognuno parla per se... tra l'essere e l'apparire c'è una notevole differenza, ma molti sono putroppo abili nel mischiare le cosa facendo credere di essere quello che non sono. Versi di grande finezza, che si prestano a tanti discorsi, solo questo ne fa una grande e lodevole poesia su cui confrantarsi

Anna Maria Obadon2 febbraio 2010

Noi sappiamo perfettamente chi siamo ma molti purtroppo ballano in maschera in un eterno carnevale. Mediocrità, spocchie, false amicizie imperano sovrane. Se si dovessero togliere tutte le maschere scopriremmo dei "mostri" e allora? Continuiamo a danzare sentendoci sempre fuori dalla promenade e ingurgitando fiele per non poter esternare ciò che vediamo e che può offendere la nostra sensibilità e intelligenza. Per la serie: "più conosco certe persone più amo i miei cani". Poesia condivisa (non so se si è capito) e apprezzata moltissimo.

Paolo Ursaia2 febbraio 2010

Stringente interrogativo, risolto con onestà ed equilibrio, ed una punta di sana amarezza. Piaciuta, meditata

Vivì2 febbraio 2010

Interrogativo che ci perseguita da quando acquisiamo la cognizione del nostro esistere su questa terra. L'importante, secondo me, "E' " come siamo. Brava l'autrice di questa poesia che fà riflettere.

Berta Biagini2 febbraio 2010

Una bella domanda quest'oggi – ma l'importante è essere in pace con noi stessi vivendo semplicemente senza cercare d'imporre quello che non siamo – ricordiamoci che "tutti i nodi (dice un vecchio detto) verranno al pettine".

Jeannine Gérard2 febbraio 2010

Chi siamo, qui suis- je? quante volta me lo sono chiesto, e tu con la tua poesia hai forze dato la vera risposta. Siamo quello che racchiudiamo in noi, ma non tutti lo capiscono... e guardono solo quello che sei al di fuori... bellissima

Giovanna De Santis2 febbraio 2010

chi siamo l'essere o l'apparire indossiamo davvero maschere di attori perdenti magari essere ...solo così potremmo vivere in pace con noi stessi e con gli altri elevata poesia elevata sensibilità inchini all'anima nobile dell'Autrice

Enio Orsuni2 febbraio 2010

chi siamo? io non lo so, a chi lo possiamo chiedere? hahaha. scusa la battutaccia, ma è la prima cosa che mi è venuta in mente. cmq penso si che siamo marionette ma, dai fili di acciaio molto flessibili e la socetà stessa ci costringe a volte a mettere la maschera per nascondere a noi stessi chi siamo in realtà.

Kiaraluna2 febbraio 2010

Già...chi siamo... lupi travestiti a agnelli o timidi agnelli con la maschera da lupi per apparire diversi? Forse non lo sapremo mai. Una riflessione che inchioda, piemanente sentita e apprezzata.

Salvatore Ferranti2 febbraio 2010

cara Antonella, me lo sono chiesto anch'io spesso... chi sono? e ho scoperta che le risposte sono sempre diverse, sempre relative... quindi... forse è meglio vivere la vita, senza pensarci troppo... riflessione molto profonda, la tua, e apprezzata.

Daniela Pacelli2 febbraio 2010

chi siamo? quante volta me lo chiedo? a volte spettatori di un film che vorremmo cambiare, altre volte protagonisti di una partita tutta da giocare con la forza di un'adrenalina che ci rende imbattilbili, altre ancora delle foglie fragili che volano al soffio di un timido vento. Splendida riflessione cantata dovinamente. Un abbraccio di

Moreno il Duca2 febbraio 2010

CARA antonella che bel quesito che poni, a primo achito potrei dire che siamo il tutto e il niente il tutto perche siamo dotati di un potere terreno sulla terra che ci rende quasi indipendenti e autonomi il niente se ci confrontiamo all'immenso che ci circonda una bella riflessione la tua inchino a te poetessa

P
Paolo Faccenda2 febbraio 2010

Poesia che pone bene in evidenza, una necessità e bisogno di autenticità, rendendo maggior valore ai gesti sinceri e all'onestà, che non tutti possiedono, e della qual cosa la poetessa si fa come portatrice. Ma in generale si è costretti ad adattarsi e indossare la maschera, cercando però di non cedere troppo ai compromessi, questo mi sento di aggiungere io. Poesia molto apprezzata.

Antonio Biancolillo2 febbraio 2010

Bellissima quella immagine... quei fili che fanno muovere ...quella marionetta... fili che tantissime volte vengono manovrati dalla nostra apparenza... dalle tante parole e pensieri che si propongono... ma in fon, in fondo, le indossiamo come vestiti a festa... e invece coprono tutto quello che veramente siamo. La maschera che appare sul volto... per nascondere le proprie invidie... le propie debolezze... i reali pensieri che vivono nel nostro intimo... Dov'è la semplicità...dov'è la trasparenza... dov'è il proprio io senza paura... senza timore di scoprirsi? ...Chi le ha nascoste...? Stupenda... apprezzatissima...

Silvia De Angelis2 febbraio 2010

Pur mantenendo una decisa impronta. a seconda delle situazioni e delle persone tiriamo fuori una parte diversa di noi... in fondo non ci conosciamo nella più profonda intrinseca realtà perché a volte, noi stessi ci meraviglioamo del nostro agire e dei nostri pensieri... che oltrettutto sono in continua evoluzione... Profonda lirica molto piaciuta

D
Dalassa2 febbraio 2010

Noi siamo ciò che conserviamo interiormente e che col tempo alimentiamo e facciamo crescere. Le scelte sono varie... ma appartengono al nostro modo di essere. Ciò che appare non ha importanza perché siamo costretti spesso a recitare e a difenderci da ciò che ci circonda. La "legittima difesa" ci può far spaventare e non riconoscerci, ma va così. Intenso riconoscimento all'autrice per le profonde riflessioni.

Danielinagranata2 febbraio 2010

un quadro di sensazioni ed emozioni... una cornice dove rimane un punto interrogativo... chi siamo? molto profonda e bella

Antonella Scamarda2 febbraio 2010

Profonda introspezione sull'essere e l'apparire... recitiamo una parte o siamo veri? Qualcuno muove i nostri fili o ci muoviamo liberamente in questa vita, dove molto spesso l'apparire prende il sopravvento sull'essere? Bella, molto.

Rossella Gallucci2 febbraio 2010

Essere o apparire... nella preoccupazione di apparire ci dimentichiamo di essere. Ci nascondiamo dietro una maschera perché ci vergogniamo di quello che siamo, spesso siamo costretti ad indossare quella maschera per difenderci e alla fine non ci riconosciamo più, vestiamo panni non nostri, che ci stanno stretti. Profonda riflessione, lirica eccellente. Condivisa e profondamente sentita

Rosy Marchettini3 febbraio 2010

Chi siamo? Penso a cosa dovremmo essere: sempre noi stessi! ma l'apparir ci piace, ci accarezza l'anima, ci fa sentire importanti ed allora non siamo noi stessi Dilemma al quale mille e più son le risposte Bella e profonda poesia

Veleno4 febbraio 2010

Una splendida riflessione... un messaggio chiaro dalla filosoca ricercatezza della verità...versi che comunque sembrano avere una perfetta conoscensa dell'essere. Splendida