Non c'è voluto molto
Gianpiero De Tomi
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Era cosi verde l'erba, mentre giocavo
una grande gioia era il mio vento
e gli odori della mia casa, del mio tempo
riempivano il mio cuore e le mie mani
Poi quel temporale, quelle strane parole
quelle uniformi, quella violenza
quella paura, che vedevo
negli occhi di papà e mamma
Non capivo, ero piccolo
eravamo tutti piccoli
(la nostra casa bruciava)
Le verdi erbe erano diventate fango
ed il caldo abbraccio
della primavera appena giunta
una mano glaciale che ci stringeva
senza lasciarci fiato
c'era l'odore della paura, della disperazione
e quei fili spinati, che ora cingevano il nostro mondo
ove brandelli di noi, trovavano indegna postura
Non c'è voluto molto, prima mamma, poi papà
poi le mie sorelle ed infine io ...
piangevo senza lacrime
Era un'alba cosi strana, una luce che riempiva
gli spazi delle parole inutili
ed improvvisamente ogni cosa era andata
tutto svanito, come in un sogno
Il dolore non esisteva più e i volti, sorridenti
della mia famiglia, mi attendevano
su quel prato, nella nostra casa
che odorava di pane appena sfornato
nel richiamo della campana
del paese in festa
di un mondo sepolto.
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L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (1)
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Grazia Longo12 febbraio 2010
vivida descrizione di un incubo che ricorda la paura dei bimbi di perdere il proprio mondo sereno ... toccante!

