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Morte 4 febbraio 2010 · lettura 1 min · 4652 letture

Le urla di mia madre

Sergio Melchiorre 1001 poesie pubblicate
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Le urla di mia madre sono state la colonna sonora della mia infanzia. La ricordo così innamorata di mio padre che non osava pronunciare il suo nome ad alta voce. Non raccontava a nessuno i suoi sogni perché temeva che non si avverassero, ma aveva predetto quasi tutto del suo futuro. Se ne è andata via per sempre in una fredda giornata di gennaio ma le sue grida sono ancora nella mia mente e mi aiutano a sopravvivere. In un mondo dove il silenzio fa paura.
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Mia madre mi diceva spesso: "Sarò sfortunata anche nella morte!" Anche su questo aveva ragione. Morì in un giorno di neve e la sua bara fu trasportata al cimitero dai vigli del fuoco...

L'autore
Sergio Melchiorre
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Commenti (10)

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Rossella Gallucci4 febbraio 2010

In un mondo dove il silenzio fa paura... una chiusa eccezionale per una poesia molto intensa dove si percepisce un amore profondo anche per quelle urla... Molto apprezzata

Gabriella Caruso4 febbraio 2010

L'autore mi colpisce sempre per la sua lucidità descrittiva. Un dolore sordo accompagna le sue parole crude, a volte coperte da una coltre di freddo. Bellissima.

RaggiodiSole4 febbraio 2010

E' atrocemente cruda questa Poesia nel dolore che mi trasmette, versi di una tristezza infinita. Mi hai commosso.

Nemesis Marina Perozzi4 febbraio 2010

Pronunciare il nome di chi si ama a volte fa così paura perché si teme di perderlo, oppure non si crede sia possibile che questo sentimento esista. È come un sortilegio che si vuole neutralizzare, o un segreto che non si vuole condividere. Chissà perché mi fa pensare a quelle popolazioni "primitive" convinte che essere fotografati equivalga a farsi rubare l'anima. Intanto, è il silenzio, l'urlo più agghiacciante e paralizzante, in grado di uccidere anche lo spirito più indomito...

Enrico Baiocchi4 febbraio 2010

Un urlo soffocato dal dolore. un ritratto da cui trasuda l'immenso amore per una mamma votata alla famiglia e al cui ricordo l'autore rimane avvinto. Un ricordo tristissimo a cui tutti partecipiamo .

G
Gianni Marras4 febbraio 2010

Versi asciutti eppure di estrema commozione nel ricordo di una mamma che è uguale a tante altre, anche alla mia. Chiusa di una verità asoluta, anche da adulti senza di lei ci si sente soli. Lirica bellissima che conservo.

Versi dolorosi molto sentiti, il dolore che lascia dentro il cuore la perdita di chi amiamo rimarrà per sempre, so cosa significa. Letta con commozione e apprezzata

Simone Bello4 febbraio 2010

Caro Sergio, con questa tua lirica, hai colpito ogni mio sentimento con una freccia bagnata di lacrime di forte tristezza. Una dedica fantastica a tua mamma, ora anche lei, come me, starà versando una lacrima amara, mentre legge versi di un figlio che ammiro dal profondo del cuore. Un complimento sincero è questo... Grazie per darmi la possibilità di leggere tanta delicatezza e purezza di scrittura. Apprezzata dal profondo del cuore.

Stregaporfidia4 febbraio 2010

grande il ricordo e l'amore per la madre morta... tenerezza infinita, malinconica, vista prima con occhi di bimbo e poi con la realtà dell'adulto. stupenda. merita un segnalibro.

Carmelita Morreale4 febbraio 2010

Sono versi splendidi carichi di profonda emozione e che trasudano adorazione, venerazione per una figura materna amata e rispettata fino alla fine dei suoi giorni, custode di un modo di concepire la vita certamente d'altri tempi, autentica e reale. Plausi infiniti.