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Impressioni 7 febbraio 2010 · lettura 1 min · 3083 letture

I bei quartieri

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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I bei quartieri d’improvviso sorgono dove cresceva l’erba fino a ieri; son disegnati con criterio logico, e non celano in sé grandi misteri. Hanno le loro vie un aspetto asettico, ed al progresso elevano i pensieri; si distendono dritte in modo energico, i passati per loro son stranieri. Ogni abitante appare un po’ dimentico della sua vecchia vita, e volentieri lui spera in un futuro assai più consono a quello che gli dettan desideri. Tutto è più grande, tutto è più prolifico per l’espressione dei pensieri veri, anche se quello spazio agorafobico porta a concetti d’ansia un po’ forieri. Ma quei quartieri che ci sono o furono vinti dal tempo sono oppur saranno, e non avendo più nessuno stimolo soavemente si addormenteranno.
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Mi sono ispirato ad esempi urbanistici che conosco, come l’Addizione erculea di Ferrara, il Vomero di Napoli, l’EUR di Roma e -perché no- il settantenne quartiere della mia cittadina, il cui nucleo fu progettato e realizzato con i criteri dell’architettura fascista dell’epoca; lì sono nato e lì ho abitato da ragazzo.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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Enio Orsuni7 febbraio 2010

ecco dimostrato come anche del cemento si può fare una bella poesia. certo fa male ricordare che il cemento ha soppiantato la natura. ma la necessita'... mi ricorda molto la famosa canzone di celentano,"e non lasciano l'erba"... molto sentita.

Mario Bugli7 febbraio 2010

Come non potevo condividere questi versi, io che proprio del mio vecchio quartiere e cortile ne ho fatto poesia... oggi tutto è asettico e funzionale ma privo di vita e di storia... noi non avevamo il verde attrezzato ma quel campo incolto, diventava tutto ciò che la nostra fantasia desiderava... bella!

Salvatore Ferranti7 febbraio 2010

purtroppo il mondo cambia, ma spesso in peggio. la cementificazione è un dramma terribile... hanno rovinato interi quartieri... bella questa poesia, fa riflettere