Rifflessione dopo la morte

Sono entrata con il rumore del pentimento
nel silenzio dell’amore
e ti ho detto perdonami papà,
quando ti potevo risparmiare
qualche pugno nell’anima.
Sono uscita con il silenzio del sollievo
dal rumore del passato
e ho abbracciato forte, forte
il tuo amore immortale...
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Commenti (2)
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Andrea D’Alfonso8 febbraio 2010
Sai toccare corde dell'anima, quando dici il rumore del pentimeno nel silenzio dell'amore. Descrivi magistralmente quel rapporto eterno che c'è sempre con il proprio padre, anche quando avresti voluto che fosse diverso, ma è un laccio che non si scioglie mai. Molto bella.
Nemesis Marina Perozzi9 febbraio 2010
Viviamo pieni di rimorsi per quei pugni assestati nelle anime dei nostri genitori... Eravamo convinti di non perderli mai, che fossero eterni, ma il tempo non è bastato, per chiedere scusa. Ora invochiamo il perdono, che, nel silenzio, ci verrà concesso.

