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Introspezione 9 febbraio 2010 · lettura 1 min · 4166 letture

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Antonella Bonaffini 924 poesie pubblicate
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Dove chiude gli occhi il sole si addormenta il tuo volto scintillio di sguardo assuefattosi ad un tempo ormai inconsulto che non dimenticherà mai grigio travaglio. Ed il mio piede fugge stanco questo cammino che appartiene ad un momento ormai andato che trafitto dal morso di questo malcontento non gode oggi per seguitar a soffrir del suo passato. Io non dimentico ed il presente che conosce unghie frastagliate è ombra di un rimpianto ancora vivo. Non credete che io agogni questo sconfinato amore ma confidate sul fatto che io maledicendolo... sia dannato. Sono solo un uomo e non ho colpe da attribuirmi se non quella di aver vissuto come un morto... ancora prima di esser nato.
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L'autore
Antonella Bonaffini

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig

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Commenti (16)

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Silvia De Angelis9 febbraio 2010

Ombrosità e toni amari dipingono questa lirica introspettiva in cui profonde meditazioni e riflessioni si rincorrono per chiudersi in modo ancor più buio... Pregio e scorrevolezza rendono graditissima la poesia alla lettura

Barbara Rossi9 febbraio 2010

Poesia di forte intensità...versi dolorosi di un meditare che è angoscia e coscienza del proprio vissuto... di struggente bellezza

Anna Maria Obadon9 febbraio 2010

Molto intima e profonda, vestita di bei versi dolorosi e malinconici. Molto apprezzata.

Antonella Scamarda9 febbraio 2010

Un amore "maledetto",che non si è vissuto, che fa del presente un passato rimpianto... Introspezione intensa, elaborata nel profondo.

Kiaraluna9 febbraio 2010

Le mille facce del dolore, tutte in fila lungo il cammino della vita e troppe volte è la prima cosa che vediamo nascendo. Quando l'amore non ci cammina a fianco prorompe la voglia di fermarsi. Grandi versi di amara profondità,sentita veramente e apprezzata.

Salvatore Ferranti9 febbraio 2010

il dolore ha tante sfaccettature... tu sei stata brava ad intuirle e condividerle, anche se fanno male... davvero bella la tua introspezione, e profonda.

Anna Maria Scamarda9 febbraio 2010

Un'introspezione non facile, se calata nelle vesti di un uomo e nel suo personale sentire. La poetessa ha saputo immedesimarsi in un dolore non suo, riuscendo a cogliere e a tradurre tutti quegli aspetti che si accomunano nel dolore, nelle sue complesse sfaccettature, proiettandolo in una determinata dimensione di vita. Infinitamente bella! Apprezzatissima!

P
Paolo Faccenda9 febbraio 2010

Poesia intima che, abbastanza chiaramente ed elegantemente, esprime come una consapevolezza d'una propria interiore condizione, come d'impossibilità a godere del presente, a causa d'una triste afflizione del passato ma ancora ben presente, come e quasi "al pari di condanna". La poesia possiede anche una sua interna elegiaca musicalità. Molto apprezzata!

Daniela Pacelli9 febbraio 2010

Dove chiude gli occhi il sole si addormenta il tuo volto... straordinaria frase. Il passato spesso con le tristi ferite impedisce di guardare il chiarore del sole, impedisce alle ali di volare. Sono attimi, sono momenti, poi per magia, un giorno come tanti, tutto può cambiare. Molto ben scritta, Anto la nostra poetessa delle "immense stupende introspezioni!" Applausoni

Moreno il Duca9 febbraio 2010

poesia molto intensa, che scava nell'intimo un susseguirsi di versi splendidi avvolti nel dolore e nella malinconia piaciutissima

Berta Biagini9 febbraio 2010

Un'introspezione capace di ferire anche chi legge talmente è sofferta sino a raggiungere la parte finale che è da brivido.

Nemesis Marina Perozzi9 febbraio 2010

Oh sì, quanto continua a mordere, questa insofferente sensazione di prigionia: non si può dimenticare il passato, nemmeno quando è stato doloroso oltre ogni misura, ma è una tortura, come quella di Prometeo condannato a farsi divorare il fegato dall'aquila divina... Convincersi di essere noi, i dannati, per aver amato troppo, fino a quella chiusa, così definitiva, assoluta, mortale...

Raggioluminoso9 febbraio 2010

Versi molto profondi e molto intensi. ... ed il presente che conosce unghi frastagliate... Stupenda tutta, pur nella sua amarezza!

Carlo Sorgia9 febbraio 2010

Asciutti dolorosi versi per una lirica talmente intensa e coinvolgente da far verire i brividi

Danielinagranata9 febbraio 2010

dolorosi versi ...sensazioni e pensieri di grande malinconia, il passato purtroppo ritorna spesso e spesso ci rovina il presente profonda e bella poesia

Rossella Gallucci9 febbraio 2010

Versi molto amari che riflettono uno stato d'animo che fa fatica ad allontanarsi da un passato doloroso. A volte la vita ci presenta il conto fin dalla nascita... straordinaria capacità introspettiva dell'autrice che riesce sempre a cogliere mille sfaccettature di uno stato d'animo e a renderlo in un particolare gioco di contrasti e di luci e ombre... Forse è superfluo dire che mi è piaciuta... Si era capito?