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Festivita' 9 febbraio 2010 · lettura 1 min · 5052 letture

Carnevale

Angelo Ricotta 209 poesie pubblicate
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Da bambino a Carnevale per la piazza principale non potevo camminare senza tema d'inciampare in un folle mascherato da liquore inebriato Io piccino tra la folla era tutto un tiremmolla mi sentivo come coccio sballottato da fantoccio Se provavo un fischiettio che sembrava un pigolio altri subito a latrare da stonar la cocleare Le bellezze tutte quante nel vedermi principiante mi gonfiavano di baci che sembravan pappataci Io fuggivo qua e là ma incappavo in altolà strano essere maschile che vestiva al femminile Con la scusa dei rossetti mi riempiva di bacetti Ma io chiamavo mamma mia altro che la polizia con manate micidiali gli rompeva anche gli occhiali Via il tipo un po' sospetto dall'ambiguo suo aspetto E così per ogni anno fino a un certo compleanno quando vidi d'esser grande non star bene ormai in mutande Ora più non mi diverto non partecipo allo sberto vago come in un deserto con il viso un po' sofferto A pensar che quel bambino proprio io ero piccino
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Una lacrima per la perduta magia dell'infanzia

L'autore
Angelo Ricotta

Molti trovano la loro maggior fonte d'ispirazione in un'umanità roboante di vite straordinarie popolata di dei, semidei, eroi, re, regine, principi, grandi condottieri, influenti filosofi e scienziati e persino spietati criminali. Io invece sono interessato ad un'umanità molto più silente, negletta dai più, senza gran

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Commenti (2)

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Vivì10 febbraio 2010

I ricordi da bambini t'inseguono poi tutta la vita. Io prego sempre che siano ricordi dolci, e non segnati da cose che lasciano brutte cicatrici dentro noi. Bravo il poeta in questo caso a trasmettere le sue sensazioni! Applausi!

Enrico Baiocchi10 febbraio 2010

Una bellissima filastrocca per viaggiare indietro nel tempo e godere ancora di quei momenti magici, irripetibili ed meravigliosi che rimangono indelebili nel nostro cuore di eterni bambini. Molto apprezzata.