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Sociale 9 febbraio 2010 · lettura 1 min · 7406 letture

La bara bianca

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Denti di rabbia stretti a corde e canapa Silenzio che bacia le sembianze ossute dei bambini che non hanno pupille né dita Sarà ghiaccio sbocciato come fiori di pesco e neve nell'urlo di una madre e nel pianto del figlio Come spari lontani di fucili di caccia... Abbraccio perpetuo di spettri e brividi accordano la chitarra che ospita cenere agli inferi come aulos di antichi profani incappucciate donne che cantano l'amore vergine delle credenze Utopie raccolte nella semina dell'inverno e i fantasmi cercano ancora la loro casa maledetta prediletta famiglia che non sa cosa sia il tocco delle mani alla vista dei sordo- muti paesaggi. Madre... che in braccio hai la bara del sole... piangi ora che la luna vuota di penitenza darà neve anche ai tetti della galera.
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ho pensato... ho immaginato a quante donne hanno dovuto subire sorprusi, violenze, ingiustizie... a quante hanno combattuto...
a quante ancora bambine erano già madri.
e il mondo ci canta contro volontà le guerre della storia, e le vittime dei suoi massacri.
e il tempo fa eco, raccontandoci dei bambini che erano nel ventre, delle scelte spesso costrette.
e il pianto sembra divenire lastre di pioggia... "come galera".
buona lettura2 agosto 2011
L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (16)

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Giorgio Lavino9 febbraio 2010

Bella bnella sua durezza. Affascinante nelle sue verità. Trascinante nella suo fascino. Insomma, l'ennesimo effetto del talento della poetessa Giorgia Spuria.

Kiaraluna9 febbraio 2010

Un pugno allo stomaco nella sua struggente cruda verità...dolore di madre senza appello, che di bianco ha solo quella bara, il resto è solo sangue. Dolorosamente bella, sentita profondamente.

Raggioluminoso9 febbraio 2010

Durante la lettura di questi versi l'emozione è stata indicibile. Molto dolorosa, pervade l'essere. Molto apprezzata e sicuramente condivisa!

Anna Maria Scamarda9 febbraio 2010

Immagini profondamente raggelanti, dolorose ... Di una sofferenza quasi palpabile. Fortissimo, l'impatto artistico. Apprezzatissima!

D
DarioC 859 febbraio 2010

"Madre... che in braccio hai la bara del sole..." quanta sofferenza puo' trovare posto nel cuore di quella donna?...versi che non lasciano indifferenti... poesia difficile da leggere, non per la forma ma per il contenuto di dolore e per quel senso di impotenza che trasmette anche la sola immagine di una bara bianca!

RaggiodiSole9 febbraio 2010

Bella, cruda, affascinante... amara considerazione e un lago di sensibilità che coinvolge e incanta come solo tu sai fare. Sei davvero un'Artista

Antonella Bonaffini9 febbraio 2010

Una poesia cruda che si lascia gustare in tutta la sua gelida bellezza...è fantastica. Dolorosa e fantastica!

Rasimaco9 febbraio 2010

un colpo basso questi versi in tutta la loro amara e toccante verità... forse al mondo non esiste uguale al dolore di una madre che non vorrebbe mai sopravvivere al figlio... bella!

Daniela Pacelli9 febbraio 2010

Un'emozione che trafigge questa lirica in un sottofondo fantastico. Denti di rabbia stretti a corde di canape. Elegante, raffinata, molto piaciuta

P
Paolo Faccenda10 febbraio 2010

Il dolore e lo strazio, viene espresso cercando prima, immagini crude e forti, poi creando un'atmosfera tetra e medioevale, infine connotando il paesaggio, ove procede come una processione, in una natura triste e ostile, che quasi vi partecipa. Poesia Molto apprezzabile!

Rosy Marchettini10 febbraio 2010

Dal titolo non volevo lggerla, sapevo già il contenuto dei versi, ma adoro l'autrice e... son qui con le lacrime agli occhi per come è stata capace di rappresentare il dolore di una mamma che stringe a se una bara bianca, quella bara ove gice il corpo di suo figlio... Ho sempre pregato Dio affinché non mi facese vivere un dolore simile a costo di morire un istante prima di un mio figlio! Versi che rimarranno per molto tempo nel cuore ove prepotentemente si sono infiltrati come aghi Applausi alla Poetessa ed alla sua bravura Fiocchi rossi a gogò

Anna Maria Obadon10 febbraio 2010

Come sempre mi trovo "fuori dal coro" è ho interpretato questi bellissimi versi a modo mio. Ho creduto di leggere la colpevolezza di una madre che forse non ha consentito al suo bambino di nascere e che abbia deciso di sopprimerlo... inconsapevole che pagherà per tutta la vita la sua scelta. Forse non ho capito il giusto significato dei versi ma mi piace interpretarla così. Naturalmente è bellissima.

Antonella Scamarda10 febbraio 2010

Leggo tra i versi, una triste colpevolezza della madre, nella morte dell'angelo racchiuso in quella bara bianca... forse inconsapevole, ma dal momento che lo diverrà, per lei ci sarà solo pianto... Dura e bellisssima.

Salvatore Ferranti10 febbraio 2010

una poesia molto bella e profonda. emozionante, ad ogni verso.

Carlo Fracassi10 febbraio 2010

Quando si vive in condizione di miseria materiale ed umana certi gesti appaiono inevitabili quando quel tessuto sociale ti respinge e non perdona. Ma spesso non c'è peggior castigo che la colpa; espiare da soli non serve!

Gabriella Caruso11 febbraio 2010

Davanti ad una poesia così struggente, si rimane incantati e riesce anche difficile fare un commento. Bisognerebbe solo leggere e lasciare che i brividi pervadano tutto il corpo. Mi inchino alla capacità espressiva della poetessa e conservo.