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Riflessioni 10 febbraio 2010 · lettura 1 min · 1893 letture

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Pietro Roversi 164 poesie pubblicate
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Le grida di terrore dei bambini che giocano a nascondino nella sera giungono sino a noi col primo brivido di freddo dell'autunno. Ascoltiamo in silenzio irrequieti, anche noi con la paura di essere scoperti, chissà poi da chi. Pensa allo sforzo impossibile che s'impone tra il tutto e il nulla, se si nega ogni bisogno! Al principio, possiede l'apparenza di uno stato d'equilibrio, battagliero ed immoto: non spaventa, stupisce, e sbaraglia ogni attesa. Àltera il calendario. Soltanto in seguito inizia a rivelarsi quale sia la sua meravigliosa insidia di ansia e di paralisi, troppo tardi. Assistiamo al tramonto, a piccoli gruppi prendiamo la via del ritorno, e ci pare un presagio all'indietro, il peggiore dei lutti. Siamo tutti d'accordo che neppure il sonno, o il senso che si appaga possono consolarlo. Il sollievo si mischia col rammarico. Ci scuote ancora l'eco dei pensieri di poco fa. Ci rassicura che possiamo riderne.
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[30051994]

L'autore
Pietro Roversi

Sono un anarchico tradizionalista, un rivoluzionario conservatore e un iconoclasta benigno. Nella vita faccio il biologo strutturale, in Inghilterra. Ho scritto più di 500 poesie in 25 anni. A Settembre 2018 è uscito il mio ultimo libro: "Tirare l’acqua" (Gattomerlino Edizioni, Roma, 2018). Nell’autunno 2017 sono usc

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