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Riflessioni 10 febbraio 2010 · lettura 1 min · 2162 letture

I giorni di un bambino

Simone Bello 153 poesie pubblicate
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Penso sia umano rimpiangere i giorni in cui ero bambino. Ce ne stavamo a pensare seduti ai piedi di una quercia, poi all'improvviso un'idea per divertirsi. Su e giù per i campi oramai depredati, poi alla fontana, per costruire in un fresco rigagnolo d'acqua una chiusa. Alle stalle, al recinto, al pagliaio, per baloccarci tra balle di fieno. E di nuovo al fontanile per ristorarci con la fresca acqua sorgente. Col telaio d'un vecchio passeggino, una trottola, o qualche moneta, passavamo felici giornate. La sera poi, in paese, bimbi d'ogni età si riunivano per il gioco del nascondino. Non ditemi nulla vi prego, lasciate che rimpianga i giorni in cui ero bambino.
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Quanto passa veloce il tempo... Nel giro di pochi anni ti ritrovi grande e non puoi più fare ciò che ti rendeva veramente felice...

L'autore
Simone Bello

Sono nato nel 1990 tra le valli della provincia di Varese e ho sempre vissuto a Marchirolo, piccolo paesino ricco di storia e tradizioni. Da qualche tempo vivo a Chieti, dove frequento l'Università degli studi "Gabriele d'Annunzio". Il mio cuore è profondamente legato ad una terra fantastica, quella di Lucania, in cui

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Commenti (6)

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Giovanna De Santis10 febbraio 2010

che sei bello SIMONE BELLO la tua anima pura commuove, nei teneri versi ricordando tempi di giochi semplici dove si era felici per una trottola o per un telaiodi un passeggino, oggi è triste guardare bambini in silenzio che si arrabbiano tra i giochi delle play station saranno mai bambini? magifica poesia letta in attimi per come piacevole e scorrevole inchini ed appluasi

Daniela Pacelli10 febbraio 2010

Il tempo che passa, la tua anima si veste di ricordo, rimpaingendo i giorni spensierati che ti rendevano felice e fanciullo coccolato dal tempo amico dei tuoi giorni. Quanto l'ho trovata bella e condivisa. E' così per un po' tutti noi. , balla bella

Rosy Marchettini11 febbraio 2010

Bella e commuovente questa poesia Si, dolce uomo, ricorda i tuoi giochi di bambino quando, insieme ai tuoiamichetti correvi felice, quando davate i calci ad un un barattolo di pelati trovato per strada credendo di essere Pelè, Maradona e dopo correvate al fontanile a bere acqua fresca per dissetarvi e gridare felici ...passano gli anni ma non scordare mai che sei stato bambino e porta nel cuore il tuo sorriso Applausissimiiiiii e mille fiocchi rossi Immensamente piaciuta

Antonella Bonaffini11 febbraio 2010

E la cosa strana è che quando te ne rendi conto... ormai è tardi purtroppo... il tempo è andato e non ritornerà mai più...molto bella!

G
Gianni Marras11 febbraio 2010

Lasciamo che tu rimpianga perché anche noi rimpiangiamo, se poi il rimpianto ha la forza tenera di questa lirica, emersa dalla chiara fonte dei ricordi di fanciullo, sarà per noi piacevole immergerci nei tuoi rimpianti che sono anche i nostri. E' meravigliosa rimembranza e io la conservo. Grazie.

Carla M Casula13 febbraio 2010

Pregevole riflessione che mi riporta indietro nel tempo... quando i giochi erano pura fantasia, spensieratezza e genuinità,quando ci si divertiva con poco perché la voglia di gioire, ridere, rincorrersi allegramente e condividere emozioni era racchiusa nel cuore. Versi cristallini, scorrevoli e d'immensa forza poetica. Letta con grande coinvolgimento e tanta nostalgia... Bellissima!