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Introspezione 11 febbraio 2010 · lettura 1 min · 962 letture

Gatti non foste per viver come bruti

Antonella Borghini Anto Bee 413 poesie pubblicate
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Vorrei essere gatto con passo felpato camminare deciso sui bordi al baratro di sette vite randagio e rosso al pelo fra i tetti a leccarmi le ferite ho detto gatto sdraiato al davanzale lasciandovi passare senza degnar di sguardo le vostre verità alterate appena nate e già tradite sì gatto miagolando dietro le vostre case sotto le imposte chiuse lasciando il pelo al fosso la coda tramortita l’alba alla luce e il buio alla dipartita miagolando con la luna la mia anima alla vita ho detto gatto sì gatto perché se fossi gatta -al fare della sera- allora sarei pantera
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Antonella Borghini Anto Bee
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Commenti (8)

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poetapercaso11 febbraio 2010

piacevole, giuliva da leggere spensieratamente, particolare davvero, diversa, molto bella

Mario Bugli11 febbraio 2010

Quando ho letto il titolo, non ho resistito ad aprirla subito questa poesia, e come potevo non farlo, io che sono ascendente gatto... tutta la filosofia di vita di questo animale sacro fotografata con versi opportuni fino all'immedesimazione, ma al far della sera, ammette simpaticamente l'autrice, che se fosse invece gatta (cosa più probabile essendo femmina) si trasformerebbe in pantera... lasciando immaginare un bel caratterino, come dire... attenzione gatti!

G
Gianni Marras11 febbraio 2010

Divertente, molto. Intelligente, assai. Intrigante, parecchio. Te la rubacchio. Ehi, gatto, questa e da 10 e lode!

Gesuino Curreli11 febbraio 2010

Sento ovattato il delicato incedere felino, appena percettibile sul tetto, dove dormono passeri e tu, gatta che con lo sguardo dici tutto, procedi nel canale che raccoglie le lacrime del cielo. Regina della notte, canti con miagolii che danno pena, ma sono la tua lena quando concedi al maschio la tua grazia. Sei anima sincera, infida quanto basta, perché la vita non è bianca o nera, ma talora è striata e vibra sfumature di colore, col segno che divaga dal comunissimo senso dell'amore. Gatta morbida e matta, imprendibile e bella trapezista, che salti sulla pista e raggiungi le altezze coi tuoi balzi, scorgendo il malumore asserragliato dietro la finestra, quando sul davanzale passi danzante con virtù maestra. Gatta, donna felina e amata!

Rosy Marchettini11 febbraio 2010

Originale, divertente e bella, anzi bellissima Gatta... o ...pantera? Applausi e fiocco rosso

Mentre scrivo questo commento ho uno dei miei tre gatti seduto sulle mie ginocchia, che osserva affascinato le mie dita sulla tastiera. I suoi grandi occhi azzurri scrutano ogni mio movimento con attenzione. La poetessa ha descritto molto bene la personalità di questi felini. Stando con loro alla fine finisci col somigliargli, col sentirti un po' pantera, tigre, ghepardo ecc...

Il gatto, per molte persone superstiziose, rappresenta qualcosa di diabolico, soprattutto quello nero che al tempo dell'Inquisizione finiva sul rogo insieme alle streghe (sempre in nome di dio! Ma nell'antico Egitto i gatti erano animali sacri, venerati e rispettati come tali e ad essi venivano associati anche dei poteri magici! Questo tuo essere gatto puo nascondere queste ambizioni? Chiedetelo! Comunque i versi sono accattivanti e scorrevoli.

Triste13 febbraio 2010

Colpo di scena finale"perché se fossi gatta sarei pantera!" Piacevolissima poesia, musicale e interessante. Molto piaciuta.