Stato d'animo a vent'anni
Compravo una maglietta di spugna
celeste, sbiadita come il colore
di quel mio sogno di cartapesta innocente
dove l'angelo immoto accennava
con gesto che non sapevo afferrare.
Il celeste dell'angelo e, più carico,
quello della madonna
incarnata da ieri nel cavo dei miei pensieri
in una piccola donna, capelli rossi
e dorati gli occhi
e ti guarda sperando che io me ne vada.
Il suo nome sta di traverso nel cruciverba
e un nuovo monaco o profeta sale dai sogni
a dirmi attenzione madonna del peccato,
piccola madonna delusa, i serpenti
sono ancora una selva.
Il telefono manda parole in codice
che non mi spaventa ma non so decifrare
e passeggio intanto dalla lavatrice
a una qualsiasi parete
ruotando a turno pensieri e citazioni
di malori somatizzati.
Pensieri spilli acuti che si prolungano sul diagramma
e salgono e scendono e le formiche che abitano
in casa nostra fanno la tana ormai
anche nelle giuggiole
dei nostri pacchettini inglesi.
Come si sta bene senza essere innamorate,
povera madonna, povero angelo,
nella nostra casa tana
sapendo che siamo ritornati lupi e pantere
senza struggimenti.
Come si sta tremanti
sconsolata lupa senza un figlio bambino
se non le tue viscere chiuse nel nero
e quando cessa la rincorsa della lavatrice
finisce il tempo dello scrivere.
©
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