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Riflessioni 13 febbraio 2010 · lettura 1 min · 1243 letture

Mare Metallo

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Brighitte 3 poesie pubblicate
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Garriscono insieme stridulamente i gabbiani al porto all'arrivo del pesce su barche ferrate; e come vapore grigio sale l'eco delle ghiacce catene che stridono metallo salato all'attracco. Dov'è allora il suono salmastro del mare cantato dai poeti dov'è l'autentica voce marina della cui, tra trombe e sirene s'è persa anche l'eco?
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L'autore
Brighitte

Sono nata il 3 settembre del 1982. Sono una massaggiatrice Ku Nye (massaggio tradizionale tibetano) e mi stò specializzando in Naturopatia. Nei mesi estivi lavoro come reception in campeggio. Da quando sono piccola amo scrivere anche se a volte mi prendo delle lunghe pause. Mentre lavoravo per un breve periodo nelle

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Commenti (2)

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Francesco Luca13 febbraio 2010

una poesia particoare, molto orginale e di bella riflessione... forse il canto dei poeti sta nel silenzio e nel luccichio delle onde... bella... complimeni

Nemesis Marina Perozzi13 febbraio 2010

Due dimensioni, quelle descritte in questi versi così densi di suoni, grazie all'uso sapiente di parole che sanno solleticar l'udito. La realtà è squallida, grigia, deludente: rumori metallici che si confondono con il verso stridulo dei gabbiani. Odore dolciastro di ferro, di pesce appena pescato. Resta appannaggio della fantasia la melodia salmastra e il cando di ammalianti sirene che tanto ha affascinato i poeti. Profondamente amara, irrimediabilmente senza speranza, questa vita reale che non ci lascia nemmeno più sognare il mare...