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Introspezione 14 febbraio 2010 · lettura 1 min · 3821 letture

La mia strada

Maria Grazia Vai 701 poesie pubblicate
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Tra le pieghe della mia fronte il fragore dell'acqua sbattuta sulla scogliera Quel graffiare con dita rapaci che rimane impresso negli occhi di sale Anche quando torno a casa Anche se cerco di dormire Nascondo la sabbia sotto le mie palpebre stanche e piano piano il respiro comincia a fluire Mi sveglierò domani con altri lividi addosso E gli strappi del cuore faranno entrare aria pulita Nuovi passi allaccerò bene alle mie scarpe Modellando il manifestarmi e ogni mio accogliere. Non so ancora dove andare ma seguirò l'istinto Il rumore del mare mi sarà anima e tormento E la strada ed il fango daranno un senso al mio cammino
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Maria Grazia Vai
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Commenti (11)

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Kiaraluna14 febbraio 2010

Le tue poesie non si leggono, Maria Grazia, si... respirano. E questa è aria pura di mare... piena di significato e volontà di continuare ad esistere. Superba, a dire poco.

Enrico Baiocchi14 febbraio 2010

Bellissima e personale, uno sviscerare l'animo in compagnia della maestosità del mare, sfiorare cicatrici ancora schiuse, ma nonostante tutto tornare ancora a cercare un lido dove l'acqua limpida e purificatrice del mare tolga il fango dal suo cammino. Letta con immensa partecipazione, da rileggere più volte, la conservo.

Daniela Pacelli14 febbraio 2010

Che bella! Tra le pieghe della fronte il fragore dell'acqua sbattura sulla socgliera... il graffiare impresso negli occhi di sale. Straziante dolore negli strappi del cuore... ed il rumore del mare sarà anima. Molro bella, da brivido, una lirica malinconica, un amore finito che tormenta il cuore e l'anima, ma immensamente piaciuta, sotto una melodia molto coinvolgente.

Barbara Rossi14 febbraio 2010

Da brivido... versi struggenti che entrano nell'anima... Meravigliosa!

Antonio Biancolillo14 febbraio 2010

Un respiro di lettura che mette i brividi... tra il rumore del mare e il bruciare delle proprie ferite... tra note di grande melodia e grande volontà nella speranza... del proprio istinto... Bellissima...

Clara Gismondi14 febbraio 2010

Il rumore del mare... sarà anima e tormento. Molto coinvolgente! Io ti dico: lascia che il mare accolga i tuoi turbamenti. La sua profondità sa comprendere e contenere. La tua: una poesia che mi attraversa e per questo cerco di trovarne la via d'uscita.

Francesco Luca14 febbraio 2010

forte... incisiva e molto raffinata... scavare dentro e liberare l'anima da tutto... una poesia straordinaria... geniale!

N
Nikolas Malone14 febbraio 2010

Ma che belli questi versi! Intensi e suggestivi, un modo molto musicale di coniugare concetti e stati d'animo!

Rita Minniti14 febbraio 2010

Versi di indubbia bellezza e forte impatto emotivo... Una poesia che lascia tanta amarezza nell'anima e che, si snoda in un percorrersi dentro, fin dentro l'anima, per scavare graffiando i ricordi e quanto, adesso, ci si sente stringere, come un nodo alla gola in ogni momento, così come scrive l'autrice: "Anche quando torno a casa/anche se cerco di dormire". Poi la notte, mera consolatrice di un sonno ingannatore, che vedrà il risveglio ancora bagnato dal dolore. Un dolore che fa i conti con i giorni a venire che, la speranza però, rivestirà di "aria pulita" e ci saranno nuovi passi che andranno verso strade ignote, ma che, sicuramente, sapranno far sopportare quelli lasciati alle spalle, dando un nuovo senso ad un nuovo sole. Versi intensi e meravigliosi quanto amari e nostalgici!

Veleno17 febbraio 2010

Una dolcissima melodia... malinconica ...si respira il tuo sentire... si accarezza ...ti emozione. Forti sensazioni le tue poesie le si vivano sulla pelle mentre le respiro. Splendida

M
Moreno Tonioni5 dicembre 2010

Maria con metafore squisite narra lo scorrere del dolore a seguito di una perdita affettiva. La sofferenza e l'amarezza che avvolge e opprime "nascondo la sabbia sotto le mie palpebre stanche"... Il desiderio di rinascita e di riconquista della stima in noi stessi "strappi del cuore che richiamano aria pulita, scarpe ben allacciate, rimodellando il manifestarsi e l'accogliere". Il coraggio di tornare a camminare a testa alta nonostante l'amarezza e la disillusione che non ci abbandonano "non so dove andare ma la strada e il fango daranno senso al mio cammino" Questa lirica della Vai precipita direttamente al cuore del lettore, un'incalzare di forti emozioni espresse con parole squisitamente incastonate nel piacevole discorrere