D'eterni echi lontani e rochi
Antonella Borghini Anto Bee
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Mi sciolgo
d'epidermico
afflato
divino
amato amore
di sole
esaurisco
e
sol di sole
sorgo
d'arsura
e
sete
di te
eterni echi
che rochi
risuonano lontani
-trattieni le mie mani-
no
d'inutile
resa
m'attende la mano tesa
e
sogno non muore
che sia
di giorno
senza sorte
senza testa a te mi chino
nulla m'appartiene
ora rimpianto
m'incammino
sola
e
senza luce si scolora il mio destino
malia d'amore
s'affossa
senza ombra
percorrimi di strada ancor vicino
la mano che mi tiene
nulla chiedo che ti trovarti qui
a
romper le catene
di questo inutile
pulsarmi nelle vene
che
di
voce muta
la
ragion non muta
e
muta
l'anima
in declino
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Commenti (1)
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Ausilia Giordano23 febbraio 2010
Vorrei proprio che i poeti Cerveri di Girona e Raimbaut de Vaqueiras vedessero la gaia sperimentazione delle tue disposizioni metriche.

