I giorni che tacciono
I giorni che tacciono
tra le mie mani
nel nome della sofferenza tra le spuntate stelle
nel piacere delle notti scure
nell'immagine che mi sorride intorno
nella cara vita che solo
primula di vita.
Una luce
del suo intorno di cristallo
protetto nella sua lampada
che mitiga dopo essersi fusa
col tepore della natura,
la manna che cade celeste
tra le orde d'un fiato
che versa oltre il lieto.
Tace la finestra
sorridono le porte
socchiuse sugli usci
attendendo un cigolo
che sommuove l'azione
nell'immagine di essere se stessi.
Palpita fruttuoso
nell'incosciente saggezza
di fiumare l'animo mio,
che desto di pensieri
sfoglia le pagine del libro del tuo nome.
Che essenza, che piacere!
dover dalle stelle sorgere
tra le notti cupe,
afferrando la luna
spingendola nel tuo cuore.
E d'improvviso
risalgo un pendio,
nella pietà celeste di esserti accanto,
tra le piume che sovvertano i monti
un saluto dai limpidi steli
nell'ombra solleone
che di fiamma
ferve un bacio alle tue labbra.
©
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L'autore
Tommaso Galeone
La poesia è come un angelo, sceglie la sua anima dai versi migliori. Tommyx
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