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Brevi 18 febbraio 2010 · lettura 1 min · 7695 letture

Il Pregiudizio

Antonella Bonaffini 924 poesie pubblicate
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Saccente giudice che non protende indice ma solo vizio di metter in croce il condannato presuntuosamente senza diagnosticar mortal supplizio.
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L'autore
Antonella Bonaffini

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig

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Commenti (17)

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Carmelita Morreale18 febbraio 2010

Gasp! E' veramente stupenda e non è retorica affermare senza indugio che è veramente profondissssssssima! Un gioco cinico e crudele quello di seviziare la preda prima di condannarla a morte certa... anche solo in senso metaforico! Piaciuta immensamente. Plausi.

Vivì18 febbraio 2010

Breve, concisa ma precisa. Ha colpito nel segno ancora una volta la poetessa. Significato profondo in pochi versi. . Apprezzata!

F
Francesco Fabris Manini18 febbraio 2010

Versi come uno stigma, un momento di rabbia e tristezza verso un mondo, il mondo dei potenti che "sbriga" le faccende di uomini comuni con superficialità ed arroganza. Condivisa e piaciuta

Salvatore Ferranti18 febbraio 2010

versi che sono come pietre, dure e potenti, incastonate nella coscienza. il pregiudizio è, insieme all'ipocrisia sua sorella, il peggiore cancro dell'umanità. splendida la tua riflessione in versi.

Kiaraluna18 febbraio 2010

Il pregiudizio... un'arma bianca che non ha bisogno d'essere affilata, recide la gola a prescindere... M'inchino Anto... sei sempre presente dove serve sensibilità e precisione nella mira.

Grazia Longo18 febbraio 2010

i pre- giudizi sono alla base delle peggiori tragedie dell'umanità, pre- suppongono ignoranza e pre- sunzione tutte parole col pre- fisso, cioè giudizio prima della conoscenza (della diversità). Per gli animi gretti la diversità è vissuta come minaccia, perché risulta superficialmente incomprensibile e in qualche modo minacciosa per la propria fragile identità, la strada più facile diventa la discriminazione, successiva al pregiudizio. La diversità, qualunque essa sia, va invece conosciuta, incontrata, accolta e il confronto diventa arricchimento interiore ed esperenziale oltre che atto di civiltà. Non c'è incontro senza rispetto per la diversità, non c'è amore senza coraggio ...

Barbara Golini18 febbraio 2010

spledidamente riassunto in poche righe di poesia l'orrore del pregiudizio e la sua incommensurabile limitatezza.

Paolo Ursaia18 febbraio 2010

Definizione icastica e breve... armonia in pochi versi; poche sillabe per un ritratto a tutto tondo. Molto piaciuta

Silvia De Angelis18 febbraio 2010

Esistono delle persone, che a prescindere da qualsiasi motivo, hanno l'abitudine di condannare, di dir male, di croceffigere a priori... mai guardano all'intenro della loro anima... Raffinata, strapiaciuta lirica

Rossella Gallucci18 febbraio 2010

Il pregiudizio spesso è all'origine di tragedie (e la storia insegna molto in questo senso). Condannare qualcuno solo per un'idea che si ha di quella persona equivale ad annientarla, ad ucciderla. Spesso ignoranza e paura portano a dare giudizi in maniera affrettata... Breve, profonda totalmente condivisa

Zeno Ferigo18 febbraio 2010

in pochi versi é stato evidenziato uno dei mali della moderna società. Molto bella

Veleno18 febbraio 2010

Incisisa e dritta come una "sentenza"...una lama che non da scampo. Splendida

Berta Biagini18 febbraio 2010

Un colpo di accetta si abbate su di noi con questi versi che tolgono il fiato ed ai quali non possiamo che unirci.

Moreno il Duca18 febbraio 2010

una poesia molto dura che non scende a nessun compromesso ma punta direttamente l'indice contro chi abusa della veste che indossa brava complimenti

Daniela Pacelli18 febbraio 2010

Incisiva, tutta ad un fiato, un sasso tolto dalla scarpa, una lama che trafigge mettendo in croce il condannato davanti alle proprie colpe. Parole dure e giuste nel giusto caso. Molto condivisa, Anto.

Nemesis Marina Perozzi18 febbraio 2010

Chissà se, grattando, sbucciando, raspando, strofinando, scorticando... la ruvida corteccia del pregiudizio, di cui tutti, chi più chi meno, siamo avvolti, alla fine verrà fuori un essere umano degno di appartenere alla razza animale...

D
Dalassa18 febbraio 2010

Il pregiudizio è solo bieco tormento che si vuole infliggere ad una vittima... e dirò di più...in certi casi proietta sugli altri quelle che sono le proprie intenzioni. Quando una poesia così fa dibattere e riflettere a lungo ha raggiunto il suo scopo!