Utilità del poetare
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (4)
E' vero. Spesso (o sempre) la poesia è evasione, sogno, speranza, giovinezza, amore, ricordo. E' tutto. Ed è il più profondo sfogo dell'anima. E anche quando apparentemente parliamo d'altro, quando crediamo di avere espresso semplicemente una fantasia, un capriccio poetico, anche in quel momento parliamo sempre di noi stessi, e dal nostro inconscio, senza che neppure ce ne accorgiamo, esce la verità del nostro io. E non c'è modo che riusciamo a toglierci dal sentiero questo circolo. Ma è quello che vale. Ed è quello che, inconsciamente sempre, vogliamo.
garbato sonetto in versi leggeri di forma ma non troppo di sostanza a dispetto dall'apparenza, l'ultimo verso è... una pietra vera purtroppo!
NON è cosa semplice dire quale sia l'utilità del poetare... ma è una passione che ci accomuna, e ritengo che serva... per sopravvivere all'ostilità del tempo, oltre che a condividere emozioni. applausi ai tuoi versi.
El poeta crea su propio mundo onírico... se refugia dentro ese mundo donde ninguna otra persona real tiene cabida... solo el y sus personajes inventados por horas y días de divagaciones... y escribe de ti... de mi... de él... Pero luego despertamos al mundo real, lleno de vicisitudes, miedos y tristezas, un mundo nos corroe el alma... Pero le queda la satisfacción de saber que tiene su propio mundo creador... Una stupenda reflessione questa tua... Complementi

