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Uomini 19 febbraio 2010 · lettura 1 min · 2116 letture

Emigrante

Simone Bello 153 poesie pubblicate
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Spesso lo trovi inquieto nelle lunghe sere metropolitane mentre ripensa a quando intraprese un lungo viaggio... La fortuna lo attendeva lontana, lontana giorni d'immensi mari, lunghi e infinitamente tristi, rimembrando alla madre e al malato padre. Non si versavano lacrime, ma nell'assoluta solitudine i pianti erano molti, e la malinconia stringeva forte in gola. In città trovò una topaia, con un maleodorante letto, un cesso e un comodino, dove sistemò l'unica foto di famiglia. Cercò un lavoro, con il quale molti suoi connazionali persero la vita. Ora forte il desiderio lo assale, tornare al suo paesello per portare qualche fiore sotto l'effige della madre e poco più in là, del padre.
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Non dimentichiamo mai che anche noi siamo stati emigranti... Un pensiero va anche a tutti loro. (volevo scusarmi con tutti gli scrittori del sito, ai quali sono affezionato, se in questi giorni, purtroppo, posso dedicare troppo poco tempo alla mia grande passione... Un abbraccio a tutti...)

L'autore
Simone Bello

Sono nato nel 1990 tra le valli della provincia di Varese e ho sempre vissuto a Marchirolo, piccolo paesino ricco di storia e tradizioni. Da qualche tempo vivo a Chieti, dove frequento l'Università degli studi "Gabriele d'Annunzio". Il mio cuore è profondamente legato ad una terra fantastica, quella di Lucania, in cui

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Commenti (10)

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Danielinagranata19 febbraio 2010

Molto toccante e vera questa poesia quanta nostalgia per il paese natio... quanta sofferenza quante lacrime è una poesia che mi ha emozionato l'avvolgo in un bel fiocco rosso

Barbara Golini19 febbraio 2010

L'emigrazione italiana... tutti i giorni e ogni minuto lotto per l'integrazione dell'emigrazione italian qui in Germania... quanta realtà ancora inq uesti tuoi versi...

qunata tristezza nei tuo bellissimi e commoventi versi, dura e cruda realtà dell'imigrazione... sono commossa... molto profonda, !

Kiaraluna19 febbraio 2010

Quello italiano è stato un popolo di emigranti per molto tempo, ma questa generazione l'ha dimenticato. Una bella dedica al sacrificio di tantissimi uomini, che come succede oggi, hanno dovuto lasciar la loro terra per poter vivere. Molto apprezzata e condivisa.

Antonella Bonaffini19 febbraio 2010

Il distacco dalla terra natia non è mai semplicissimo... una poesia che ho molto apprezzato. Bellissima.

Claudio Giussani19 febbraio 2010

e purtroppo la storia continua ...ci sarà sempre qualcuno costretto ad abbandonare la propria terra alla ricerca di condizioni migliori di vita... per poi ritornare forse x un lutto e mai x una festa! Bravo!

Daniela Pacelli20 febbraio 2010

Splendida dedica per non dimenticare mai episodi, tragedie e tutto ciò che ha fatto la nostra storia. Molto apprezzata

G
Gianni Marras20 febbraio 2010

Poesia sull'emigrazione sì ma anche splendida allegoria della vita. In fondo siamo tutti migranti intenti a percorrere i sentieri dell'essere ma in fondo all'anima vive il desiderio, mai represso, di tornare alle proprie radici. Di tornare a casa. Poesia splendida, la conservo.

Sergio Melchiorre20 febbraio 2010

Sono stato anch'io un emigrante... Ho passato la mia infanzia in Francia e ho sofferto moltissimo... Poesia evocativa che mi ha commosso fino alle lacrime. Quasi si avvicina la sera, sentiamo il bisogno di rendere omaggio alle persone che da vive ci hanno amato...

Giovanna De Santis20 febbraio 2010

toccante poesia espressa di profondità è sempre dolore lasciare la terra nativa simile al distacco delle braccia dei genitori stupenda poesia abbraccioni Nobile Poeta