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Sociale 21 febbraio 2010 · lettura 2 min · 1478 letture

Inutili implosioni

claudia cafagna 105 poesie pubblicate
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ho udito lo scricchiolar delle foglie un di di novembre ...un tuono seminar panico a dicembre nel percorso tracciato dal rosso d'un tramonto ho visto piangere un bambino, e l'indifferenza di una madre... arsa nell'anima dal suo avverso destino ho visto aimè un signore buttar cartacce per strada e disprezzar la terra, un fiore appena sbocciato già appassito... farne desiderare un altro, che naturalmente inizierà lo stesso rito ho incontrato gente coi paraocchi ignara dei tuoi dolori... quasi a farteli sentir sciocchi o forse anch'io non mi son accorta di quel che abilmente l'uomo cela dietro quella oscura porta? ho visto sguardi nascosti da maschere informi a carnevale e molti più sorrisi che a natale che l'uomo tema l'espressione nella sua esatta dimensione, o forse un implosione di arcobaleni, o vulcani silenti? ...traboccherebbero come giare di preziosi se un sorso d'assenzio sfiorasse labbra assetate di verità ogni senso prenderebbe a tramutar la rabbia in umanità quella strana bramosia d'esser qualcun altro, che non fosse un io bugiardo! come a temere sentimenti e valori che sommergere dovrebbero la terra dei loro colori
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il bello dell'essere umano sta nella semplicità dei suoi sentimenti, che in questo mondo infestato da falsi miti si disperdono come fossero inutili e sciocchi. la forza di essi dovrebbe invece ribaltare il senso di ciò che veramente è inutile e avvilente!

L'autore
claudia cafagna
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Commenti (4)

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Enrico Baiocchi21 febbraio 2010

Accorata ed elegante denuncia, contro l'indifferenza e l'ipocrisia della nostra società. Dove l'apparire conta più dell'essere, dove il tornaconto elimina la solidarietà. E' vero, l'uomo teme di scoprire la sua vera dimensione per paura di riconoscersi troppo infinitesimale difronte alla maestosità del creato. Bellissima lirica, molto apprezzata e condivisa. La conservo

Veitla21 febbraio 2010

quello che esprimi lo sento molto vero, se guardi un'uomo o una storia le verità sono tante, sempre, non abbiamo scelta, solo la voce del cuore ci potrà dire il vero più vero

Francesco Scolaro22 febbraio 2010

L'uomo è la vera incognita della natura, essenzialmente per la sua finzione e per l'arte con la quale la sa esercitare. Trovo perfettamente condivisibile questa analisi che ne svela tutta l'incongruenza la banalità e l'ipocrisia. Molto apprezzata.

Clodiaf090422 febbraio 2010

Intensa riflessione sulla condizione umana, ormai snaturata dalla sua primigenia innocenza.