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Ribellione 21 febbraio 2010 · lettura 1 min · 2422 letture

Un minuto di silenzio

Maurizio Melandri 424 poesie pubblicate
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Sale come un senso di nausea che m'affossa il respiro, eppur ci siamo dentro ... Facce di plastica sorridono da manifesti che m'inseguono ovunque, simbolo di società opulenta e ottusa che lascia dietro a sè carcasse di diseredati per il gozzovigliar di pochi. Fantasmi di umanità vomitante dietro a falsi miti, come magma informe rotolante a valle. Oggetti di consumo consumati e abbandonati, vite avvitate su se stesse, anime avulse che inseguono felicità blasfeme. La folla affolla isole di cemento, cementificando solitudine e rabbia. Rassegnati sguardi corrono su metropolitane inghiottite da gallerie affamate. I giorni in fila chiedono il coraggio di guardare e comprendere il perché di tanta insensatezza. Ma non c'é risposta, solo un minuto di silenzio in memoria della nostra bellezza uccisa.
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L'autore
Maurizio Melandri

Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop

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Commenti (2)

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D
Dalassa22 febbraio 2010

E' un plastico ineccepibile dell'attuale società dove appaiono i profili deformati di esseri umani che credono a tutto e al niente, dove il consumismo e l'apparire sembrano gli unici scopi per ruotare intorno ad una sfera che riflette sempre una mitica luce artificiale. Lo squallore di questa nostra società è così ben descritto che leggendo questi versi lo si percepisce molo bene. Condivisa profondamente!

Luca Cavalli26 febbraio 2010

Triste conclusione di chi ha ormai capito l'impossibilità di deviare questo pensiero conformato e informe. Realtà sbattuta in faccia. Bella