Il rumore del mare

Stavo lì,
appoggiata
sulla riva del mare
a contarmi
gli errori,
colpevole io.
Più che mai
mi sentivo
un urlo addestrato
a tacere,
nella gola
racchiuso
dagli dei.
Ad un tratto,
inaspettato
il rumore del mare
mi colpì,
" assassino",
rubò me a me stessa,
mi portò
a volare
sopra i pensieri,
tolse dolce la tenda
che separa
l'immortale
dall'effimero.
Fu allora
un canto
nell'udito antico,
fu un ballo
d' amore
tra la morte e la vita,
la preghiera
candida
mormorata d' un prete
in una sacra
chiesa
nella clessidra
d' acqua.
©
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