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Sociale 22 febbraio 2010 · lettura 1 min · 2831 letture

Luigi Tenco e Sanremo

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Che ci faceva quel poeta in mezzo a tutti gli operai della canzone, perché doveva lui pagare il prezzo di quell’insana e inutile tenzone? Chi l’aveva mandato a regalare le perle ai porci, proprio nel contesto in cui chi è più capace di strillare prende applauso sicuro e manifesto? La poesia nella musica distante deve restare da competizioni di cui lo scopo poco edificante è di vendere dischi ai più minchioni! (Il tempo passa: passa inutilmente, se dopo quarant’anni, su per giù, musica insulsa e testo deficiente stanno sulla ribalta sempre più.)
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Sono contento che l'edizione di quest'anno (2013) del "Festival di Sanremo" sia stata vinta dal giovane Marco Mengoni, non tanto per la qualità della sua canzone (ce n'erano di migliori, a cominciare da quella cantata da Simona Molinari, l'unica che mi ha fatto muovere mani e piedi, perché dotata di swing; piuttosto ignorante di musica, ho però un metodo empirico per valutare la sua bontà: deve farmi muovere qualcosa), quanto perché ha avuto la buona idea di riproporre, durante la serata in cui si ricordavano i vecchi motivi sanremesi, la canzone presentata nel 1967 da Luigi Tenco (pare che i parenti dello sfortunato cantautore abbiano detto che finalmente, dopo quarantasei anni, a Luigi sia stato fatto vincere il festival) . P . S . Se una canzone non possiede una musica coinvolgente, può essere giudicata valida soltanto se è sorretta da un testo davvero poetico.17 febbraio 2013
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (4)

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Anna Maria Obadon22 febbraio 2010

Il Festival di Sanremo è sempre stato un evento Nazional- popolare basta guardare le canzoni che nello scorrere degli anni hanno vinto... certamente non è una vetrina per persone che hanno qualcosa da dire che esuli dalla becera retorica. Tenco è una grande, forse non avrebbe dovuto andare al Festival ma un suicidio non nasce mai da una delusione anche se cocente: è un male dell'anima molto profondo. Sanremo ha i suoi anni e a mio parere dovrebbero essere cessato da tanto tempo come gli attori che morendo giovani sono diventati MITI. Bella poesia.

Enio Orsuni22 febbraio 2010

la poesia è bellissima e mirata a far riflettere su una realtà amara. ma purtroppo nel mondo dell'arte non sono nuovi questi capitoli. tenco a mio avviso, musica a parte, era già affetto da profonde turbe psichiche dovute forse alla vita che artisti in generale debbono trscinare. molti fanno uso di stupefacenti per sostenerla come il mio amico di cui parlo nella poe postata oggi morto per overdose. grzie per aver ricordato un nobile della musica italiana.

Salvatore Ferranti22 febbraio 2010

poesia del ricordo e della nostalgia. purtroppo i tempi cambiano, e il festival è diventato solo una questione di audience... si è perso l'antico fascino. tutto è banale, oggi. splendida la tua poesia.

malaluna17 febbraio 2013

bel ricordo del grande Tenco, anima troppo sensibile per abitare un mondo in cui la competizione e l'arrivismo sono le armi principali e ci si azzanna per ogni osso..., le sue canzpnipoesie restano, non si dimenticano Grazie