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Amore 23 febbraio 2010 · lettura 2 min · 6101 letture

Monologo Poetico al Cigno

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Non cantar, solingo cigno, gli amorosi affanni del cor e le truci sofferenze che tanto forier di spasmi ogni dì fur del viver tuo; e non dischiuder la mente all'inebriante e salutar voce dell'arcana Musa, sì, di lei che fino a oggi tanti tuoi bianchi compari addusse senza pietade al buio regno dell'avello, làddove impera furioso il più lugubre silenzio che melanconicamente decora l'Ombre de' morti. Alquanto'l so!... Quel tuo becco che muto finora stette a contemplar le sole acque, vorrebbe adesso sciogliersi dai ferrei e securi lacci; e cotanto bramerebbe generare un mesto canto da volger all'orizzonte al di là del freddo lago, al di là de' sommi monti perché sentirlo potesse e fors'anche condannare la creatura sì ritrosa che scansò le tue promesse, i tuoi giuri, le tue verba. Sì, brameresti cingerti, nòtante ed alato bardo, alla gaudia seduzione d'una tristissima poesia; ma mortale e venefico sarìa per te il cantar baldo ché teco sen gìa una sorte dalla quale fuggir, ahimè, giammai potresti illeso... e salvo dal rio baratro dell'estrema negazione. Tacere per poi soffrire... Cantare per poi morire... Orrenda tribolazione che sempre ci lascia indietro un mare d'indecisione!... Soffrire per poi cantare... Morire per poi tacere... E come se non bastasse sai bene che sarà vano ogni tuo carme commosso, sìccome sarà ognor vana la lamentevol lagnanza che, misero e illuso cigno, volgi a lei che un core non ha... non ha per sentirti cantar i dolci versi d'un duolo che per molto t'opprimerà. Ascoltami, e ben pondera!... Sìccome è certo e securo che l'acque della tua patria dovunque tengon confini, è legge inesorabile del detestabile Fato che già perduto è l'Amore pel quale tanto ti lagni bramando impetuosamente rischiar per Esso la vita. Non cantar tormenti dunque!... Non perderti nell'attimo d'un fuggevole sollazzo che per leviar le pene tue ti dispiega il tempo fatal; ma sappi viver maturo nell'impeto del dolore e d'una ria sofferenza che forse mai terminerà.
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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Commenti (1)

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Veitla24 febbraio 2010

questo delizioso canto al cigno che deve battere in ritirata è divertentissimo, mi ricorda la bocca di rosa di Fabrizio De Andrè, (un cantante degli anni 70, un poeta) c'erano in questa canzone anche cagnette e ossi, roba vecchia. La tua è splendita!