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Amore 24 febbraio 2010 · lettura 1 min · 6105 letture

Di una carezza, sei

Maria Grazia Vai 701 poesie pubblicate
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Ora che la foschia mi ha reso il giorno e il rumore dei miei passi ha ritrovato la sua ombra mi ritrovo a non pensarti e nel pensarti si spegne un'altra stella E una lacrima rallenta la sua corsa verso il cuore che dal cuore cade per tornarmi voce anche se le mie parole sono altrove Anche l'onda lunga è ritornata al mare e l'alba è una promessa rosa suggellata dalle sottili labbra del vento. Adesso aspetto che anche l'anima si calmi Verrò a chiedere di te, domani. E saprai di quanto amore è ancora piena la mia mano Che ti conserva dentro una carezza Mentre stringo i pugni e ti bacio d'addio.
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Maria Grazia Vai
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Commenti (10)

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Crepax7324 febbraio 2010

In un amore finito oltre al cuore soffre l'anima. E quando l'essenza è triste tutto sembra cosi devastato. Triste lirica che evoca tristi ricordi. Complimenti.

Kiaraluna24 febbraio 2010

La profonda malinconia che segue l'addio... quello struggente dolore sordo che sbriciola il cuore, impietoso. Versi di rarefatta bellezza, come solo tu sai, immensamente apprezzati Marie.

Rossella Gallucci24 febbraio 2010

Doloroso addio in versi di rara bellezza. L'ho letta d'un fiato. Mille fiocchi rossi!

Barbara Rossi24 febbraio 2010

Quanta dolcezza in versi di nostalgico ricordo, dove l'addio è inevitabile anche se il cuore non può che trattenerlo. Versi che accarezzano l'anima. Meravigliosa

N
Nikolas Malone24 febbraio 2010

Su cosa si chiudono per poi riaprirsi in petali di parole, questi versi? Lontananza, abbandono, speranza, un nuovo sole? Versi molto raffinati e sentimentali, molto belli!

Rita Minniti24 febbraio 2010

Un tornante di emozioni che dall'anima salgono per poi, incredibilmente, giungere fino al cuore per trafiggerlo, tanto è toccante e struggente questa poesia. Un insieme di pensieri che nascono con semplicità da un dolore forte e pressante da una mente che medita mentre la voce tace. Ogni verso, con una sottile sfumatura, sa regalare poesia. Ed è in questa espressività così raffinata che, ci si immerge, restandone colpiti dal primo verso all'ultimo.

Clara Gismondi24 febbraio 2010

Non so definire quale sensazione mi dà la tua poesia. Mi trasmette diverse cose anche in contraddizione fra loro: lacerazione ma anche ricomposizione, il ritrovare qualcosa di se stessi ma sapere di una perdita, amore che si raccoglie dopo averlo lasciato andare,...grande poesia!

Gesuino Curreli24 febbraio 2010

E dell'addio si gela la cancrena, si arresta la metastasi del cuore, per scoprire nel pugno quanto amore sia chiuso nel palmo della mano. Si scioglie la foschia e dentro i giorno il passo trova un'ombra di respiro, una sosta, una tregua, un pio ritiro dai bagliori che inducono a distrarsi. Benefica catarsi a ogni ritrovo dell'anima con cose già perdute, sirene di rimpianto e di velluto che sbocciano nei prati di un passato prodigo di care note e di colori. Canzoni dolci non sanno morire come il canto del rivolo insistente, memore del torrente esuberante che sconta siccità delle stagioni. "Di una carezza, sei..." l'ultima luna, quella che si posò sopra di noi, increduli modelli di sfortuna per una vita che mai pensammo di tanto dolore. Addio

Daniela Pacelli25 febbraio 2010

La foschia ha fatto spazio al giorno ed il rumore dei passi ha ritrovato la sua ombra. Bellissima poesia d'amore, in cui ci si ritrova a non pensare all'amore perduto e nel pensarlo si spegne un'altra stella... ma la mano è ancora piena d'amore anche se stringendo i pugni si dice addio, ma quanto fa male abbandonare il ricordo di un amore che ci lascia nello sconforto. Delicata e coinvolgente, moltissimo piaciuta

Nemesis Marina Perozzi25 febbraio 2010

Quella mano chiusa a pugno conserva un amore che, tuttavia, scivola come la sabbia tra le dita. Quanto sono amare, queste parole d'addio che l'anima ancora non vuole pronunciare...