Il mio angelo
La luna che giace negli orti
dei sentieri accesi
nel fosso del grembo
che ho sperato domani
nella notte che un Dio
passioni le mie pareti
guance che affiorano nello sguardo del cuore
le mani che sfogliano diventano raggi di sole
nella pelle dei desideri
nelle terre dei fiumi
che sgorgano di ricordi
liberi dagli istanti.
Son immani
i lacci della discordia
che sciolgo nel tuo nome
fiotto di rose
raccolto d'amore.
La stella che nascerà
smuove rime di cammini
e nelle parole
piove la mia preghiera
tra gli spazi della notte
nei pregi dei tuoi colori
ritorno da una rossa assenza
nella memoria che fu
l'eco della mia creazione.
Dolce sole che profumi gli angeli
che cresci le anime
nell'ombra dei silenzi,
che sfiori le labbra del cuore
grava di suono il peso lontano
nella folle corsa al suo ritorno.
Tremule pietre
nello spazio che adorna
riverente e paziente
giacché appassioni dei miei affetti
e colgo perduto
la mia confusione
e il cielo
che lento mi sfugge nel celeste
ma così caldo e pesante
che preme del tuo amore.
Fecondo è il mio bacio
che si monda di vivo
tra specchi d'argento.
O mio angelo
mi doni di eterno
mi versi d'immenso!
Svelo le mie vene
e mi tormento
come pittori sugli aquiloni
che cedono le date
su ali di colombo
e vivono eterni gli amori
come affreschi insonni
nei suoni di primavera fecondi.
Sono una foglia
plasmo d'amore
che vibra di vita
in te dentro, sottovoce,
sibilo bisbiglio
nel tuo stupendo istante.
©
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L'autore
Tommaso Galeone
La poesia è come un angelo, sceglie la sua anima dai versi migliori. Tommyx
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