Qualunquegiorno

Un sole pallido schizza
all'interno nel mio occhio,
l'incedere del giorno rovina come
un quarto di bue appeso ad un'uncino,
lodi da centro commerciale invadono
elettrodomestici scarichi,
il fetore del giorno qualunque
si confonde come epitaffio
a surrogati eccitanti,
scegli cosa vuoi essere
e compralo.
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Commenti (2)
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Maurizio Brancaleoni25 febbraio 2010
Perfetta! Finalmente una poesia di critica sociale non ovvia come le solite... con i suoi significati nascosti i suoi miti infranti.
Saldan16 marzo 2010
Che impatto che ha questa poesia... più che originale direi geniale, complimenti!

