L'angelo nero
Strappare via le erbacce
con le loro brutte facce,
via il disordine dalla mia vita
voglio per me gioia infinita.
Via quello che è solo falsità
voglio ora per me sincerità.
Difficile esser grati al nemico
a chi sa esser davvero cinico,
ma mi inchino alla di lui parte
che è il Dio della commedia dell'arte,
a quella parte lucente e sapiente
che ha un compito assai importante
come farti prendere coscienza sicura
di quella bugia profonda e oscura,
o di quel pensiero costante e fetente
che ti manda in pappa la mente.
A volte son tramiti per altri figuranti
che diventeranno veri amici oppure amanti,
a volte son solo la fionda o la molla
che ci aiuta ad elevarci sulla folla.
Io mi inchino al loro compito
che dove doveva ha colpito,
ma adesso saluto e vado avanti
per dedicarmi a cose più importanti.
Ora devo arare il mio campo fertile
devo renderlo sano e duttile,
voglio aiutarlo ad essere generoso e sano
prosperoso come cornucopia e melograno.
Tu sei stato un angelo nero
ma con un incarico forte e vero,
ed è per questo che io dico a te:
namastè, namastè, namastè!
©
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