Le città dell'indifferenza
Squilla suona e trilla
e sorge e risorge il sole
altro giorno in calendario
altro giorno solitario
Abiti vuoti si muovono
su giù destra e sinistra
fermate di autobus e di metropolitana
un povero una figlia con le ciglia da puttana
Occhi tanti occhi che girano e girano
e mai si fermano su altri occhi
perché non c'è tempo per pensare
non c'è tempo per sentire
sempre e soltanto agire
Paura del vicino paura del lontano
paure che convergono legate al quotidiano
Un minuto dentro il grigio e poi ancora all'infinito
si ripetono le azioni che hanno perso il loro senso
e nella luce artificiale ritornando nel rifugio
niente auguri niente lodi
è già domani uguale a ieri
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Commenti (2)
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Giorgia Spurio1 marzo 2010
è molto bella... tra indifferenti, tra odori diversi, tra strade che si convergono, tra occhi di puttana e ciglia di un barbone, tra gli auguri di Natale o Pasqua... il solito respiro di ieri avrà anche domani... bellissima
L
Luigino P10 marzo 2010
Quanto son vere queste tue osservazioni anche fuori della metropolitana .
