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Sociale 28 febbraio 2010 · lettura 1 min · 1875 letture

Lacrime clandestine

Simone Bello 153 poesie pubblicate
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Stasera, ammirando la luna, ho pensato alla gente lontana da casa, dall'affetto di una famiglia, dall'accoglienza di una calda dimora. Lenta l'attesa del ritorno, spesso assente. Come in carcere conti le ore, i giorni, i mesi, in un confino dettato dal tribunale della vita. Stasera ammirando la luna, ho pianto per un immigrato.
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L'autore
Simone Bello

Sono nato nel 1990 tra le valli della provincia di Varese e ho sempre vissuto a Marchirolo, piccolo paesino ricco di storia e tradizioni. Da qualche tempo vivo a Chieti, dove frequento l'Università degli studi "Gabriele d'Annunzio". Il mio cuore è profondamente legato ad una terra fantastica, quella di Lucania, in cui

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Commenti (8)

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Rosy Marchettini28 febbraio 2010

Bella e molto questa dolce poesia scritta con il cuore ed in punta di penna Da questi versi traspare la tua generosissima anima pronta ad abbracciare problemi oltre confine e non solo L'emigrante, storia anche italiana... ma sembra che ce ne dimentichiamo, perché noi eravamo, noi sapevamo fare, noi... noi, ma dobbiamo ricordare che molta delinquenza americana era procurata dagli italiani! Cerchiamo di saper valutare le persone e non emettere solo giudizi affrettati... Applausi, Simone, questa poesia mi ha molto colpita e l'ho sentita nell'anima La conservo

Danielinagranata28 febbraio 2010

Una poesia che tocca le corde del cuore e le fà vibrare pregna di sentimento e di malinconia molto bella

Daniela Pacelli28 febbraio 2010

Guardare la luna e pensare lontano, alla casa, al ritorno lontano... e si accusa questa distanza come un carcerato dettato dal tribunale di vita... guardare la luna e piangere per un immigrato. Che bella, l'ho sentita in ogni verso. Applausone

Rita Minniti28 febbraio 2010

Un'amara realtà esposta con versi ammirevoli e con un'espressività di indubbia sensibiltià che prende l'anima e il cuore per il messaggio, così forte, che l'autore espone. Bella nelle immagni, bella per il coinvolgimento che trasmette. Bellissime le parole, nonché struggente, la musica a corredo!

Silvia Contessa28 febbraio 2010

Una poesia malinconica e triste, che purtroppo descrive una realtà che spesso dimentichiamo ma non dovremmo... sono dei versi che fanno riflettere.

Giovanna De Santis28 febbraio 2010

è un dolore per ogni immigrato vivere lontano dalla sua terra resprare aria che non è sua guardare la luna ricordare ciò che ha dovuto laciare è davvero come dice l'Autore una prigione, una vita priva dei suoi amori e spesso non ce ne ricordiamo noi popolo di emgranti stupenda commuovente poesia applausi ed inchini mille fiocchi

F
Franca Canfora28 febbraio 2010

La nostalgia per la terra lontana, per gli affetti, è qualcosa di lacerante. Si lascia tutto e spesso non si trova nulla di ciò che si è sperato, mam solo altra fatica e troppa umiliazione.

Giorgia Spurio14 marzo 2010

a parte qualche apostrofo in più... è veramente bella... tocca molto l'anima... forte e dura la metafora "come in carcere conti le ore"... è una preghiera clandestina che si innalza al cielo... bella