Una lettera da lontano
Pietro Roversi
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Qui piove collirio. Ai vetri, come su lenti
ogni goccia traccia una riga che non si cancella
solo se un'altra poi, come per caso
(è questo caso che fa male) la raggiunge.
Di sotto, il cortile è aperto al cielo
come a riempirsi. Di lì dove sei
penso, non mi raggiungerai. Io come
la volpe azzurra, a cerchio sulla coda
nella sua tana, intanto mi cancello
come posso. Ma non è strano che
ti scriva, e scrivo piove
per desiderio d'acqua che lavi almeno i vetri,
dato che invece il clima di questo inverno
è stato asciutto e senza vento, e questa città
respira in una polvere sottile.
Eppure, so che anche tu guardi da vetri
così simili ai miei, qui dove sei, da anni
e non t'immagino a leggere le righe
della pioggia di fuori, perché so
che non ha nubi questo sereno, e so che non è vero
che sei distante. Quando lo sarai
davvero, spero che sarà un'assenza breve,
di una vita, cioè. Vista di qui mi pare l'attimo
tra goccia e goccia, prima che si formi il velo
d'acqua, indistinto. Un saluto, ti abbraccio.
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L'autore
Pietro Roversi
Sono un anarchico tradizionalista, un rivoluzionario conservatore e un iconoclasta benigno. Nella vita faccio il biologo strutturale, in Inghilterra. Ho scritto più di 500 poesie in 25 anni. A Settembre 2018 è uscito il mio ultimo libro: "Tirare l’acqua" (Gattomerlino Edizioni, Roma, 2018). Nell’autunno 2017 sono usc
Commenti (1)
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T
Thomas3 marzo 2010
Pietro, ho come l'impressione che con questa superi qualunque altra cosa che abbia letto qui online. Pietro, questa cosa è splendida. Mi stai facendo piangere. (e sono in un luogo pubblico). Th
