695 lettori online · 347.882 poesie · 7.564 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Dalassa
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Riflessioni 1 marzo 2010 · lettura 1 min · 1883 letture

Nascosta da un cespuglio

D
Dalassa 282 poesie pubblicate
+ Segui
Dalla fretta nasce l'incanto di un domani come balzo di felino addosso alla sua preda il tempo scruta attento le mie mosse e aggira in agguato la statica mia attesa. Il giro di un secondo sveglia la mia mente tra le braccia di un mattino e il rischio di una belva che divora é dietro un frettoloso divenire. Mi siedo scrupolosa e mi nascondo dietro all'arbusto del sapere spoglio di foglie spoglio di invisibili frenesie... e di me se mi distraggo ancora do' in pasto chissà quale destino.
♥ 0 💬 10
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
D
L'autore
Dalassa

Non amo parlare della mia vita ma amo leggerla, tradotta in pensieri, sensazioni, poche righe che mi aiutano ad auto analizzarmi. I versi che scrivo attingono ed evocano in me immagini surreali che suggestionano da lungo tempo la mia fantasia. Rileggendomi però non sempre mi riconosco. Cerco di proiettarmi in ciò che e

Tutte le opere →

Commenti (10)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Il predatore fiuta l'aria e percepisce l'odore della paura. Ma la preda si fa astuta. Si nasconde, in perfetta immobilità e attende. Si tratta di pazientare, lasciando che la belva scelga un altro obiettivo e, con un balzo si allontani. Affascinanti, evocativi, misteriosi versi che mi hanno incantata.

Clara Gismondi1 marzo 2010

Io la leggo così: la belva è il tempo del giorno che ci avviluppa nella sua morsa e ci allontana dalle nostre esigenze più intime quelle di rimanere a contatto con la parte più vera di noi stessi, senza inseguire inutili fantasmi. In questa visione mi ritrovo a volte quando le mie attività lavorative diventano troppo importanti rispetto alla mia vita privata. Mi piace molto lo stile con cui hai espresso la riflessione poetica.

Kiaraluna1 marzo 2010

La fatica di tentare di tenerea bada il tempo, di non farsi sottrarre la luce dl domani o almeno l'illusone di mantenerla accesa. Poesia di intensa interiorità,tanto tanto apprezzata.

P
Pp1 marzo 2010

Che bella e affascinante questa tua opera di oggi, splendida splendente nei magici versi... Apprezzata e piaciutissima, la conservo nel cuore.

Barbara Rossi1 marzo 2010

Versi intensi per una lirica affascinante... emozioni nelle quali mi ritrovo. Complimenti...

Molto affascinante questa tua di oggi... hai avvolto il tempo in una veste simbolica molto rappresentativa... applausi!

Antonella Scamarda1 marzo 2010

Il tempo come una belva ruggente si aggira cercando di catturarci e come prede indifese darci in pasto a chissà quale destino... Una riflessione molto affascinante, molto bella, i versi sono magnifici!

Giorgia Spurio1 marzo 2010

sembra la descrizione di Dafne, ninfa attenta ai rumori nella foresta o a Diana, dèa cacciatrice delle foreste. ma qui chi è la preda e chi "la cacciatrice"? le metafore che riguardano tutte la stessa area semantica mi piacciono un sacco, inizia come un zoom della pantera sulla preda metafora di quel domani preso dalla fretta, il tempo felino si aggira in agguato e l'anima ne è prigioniera. belle immagini che ci descrivono di noi, lepri che fuggono il tempo, il futuro diabolico e la sua ansia. non possiamo mai distrarci altrimenti, va tutto in pasto alla "belva"che ci insegue. veramente bella, anche l'immagine del sapere come albero spoglio che in realtà non ci può dare più di tanto come difesa, ma almeno spoglio di frenesie, illusa pace d'un momento

Danielinagranata1 marzo 2010

Suggestiva originale affascinante e magica si fà ben leggere e apprezzare coinvolge dal primo all'ultimo verso splendida

Il tuo è un modo di scrivere suadente e sereno. Le tue riflessioni colpiscono e coinvolgono. Sono pugni e carezze. E mi sono per un attimo perso anch'io "dietro quell'arbusto del sapere spoglio di foglie e spoglio di invisibili frenesie..."