La metro di Praga
Prima fermata.
Hai timbrato un biglietto,
correrai, andrai di fretta
in un mondo buio e sotterraneo,
che ha la terra umida come confini,
e qualche lampadina come unico Sole.
Non conosce il canto degli uccelli,
né il canto dell'orologio,
né il soffio leggero
della Moldava tra le sponde innevate
e le guglie dei palazzi scuri.
Corri treno, corri senza sosta,
non conosci chi entra,
solo quelle fermate
che si ripetono immobili
ogni giorno, come un orologio
veloce e puntuale.
È come se ti muovessi guidato da nessuno
secondo la tua natura,
come il fiume
che scorre giu per un declivio,
come un mondo che gira
uccide e colora,
ma che tutto ciò non conosce.
©
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Merak
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