Del mio mattino
Maria Grazia Vai
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Questo crepuscolo d'insonnia
mi culla di baci assenti
Ti vorrei sulle le mie palpebre.
Lenzuolo di zucchero,
lingua di gatto che mi assapora
Ho due occhi troppo piccoli
per guardare da sola
il cielo
S'immerge tra i vapori l'attesa,
mentre sciolgo le distanze
tra le tue labbra e il mio nome
Ne faccio colla di ragnatela
per avvilupparci il cuore
E vorrei stringerti come facevo allora,
ma ti ho perso
nell'ultimo rintocco di una sera
Come vorrei non sia l'ultima stella
quella che morirà domani
tra le rughe stropicciate
del mio mattino.
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (3)
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Kiaraluna4 marzo 2010
Servono quattro occhi fusi in un unico cuore per poter contemplare il cielo... l'altra metà della nostra anima. Lieve come carezza di nuvola... nostalgia palpabile, intensamente bella.
Clara Gismondi4 marzo 2010
Forte malinconia e rimpianto per un amore che non risponde ai richiami di donna che non vuole far morire i propri sogni. La colla di ragnatela rende l'idea di qualcosa che si vorrebbe far tacere ma il desiderio è forte. La contraddizione è sempre presente nel tuo animo ma è la cosa che riscontro di più anche in me. Bella poesia!
Ozan4 marzo 2010
Uno svogliato risveglio col desiderio di una macedonia di coccole e di dolci attenzioni. Molto bella.



