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Satira 4 marzo 2010 · lettura 1 min · 2446 letture

Kinesthetic bis

Rossella Gallucci 312 poesie pubblicate
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Incontrovertibile tesi di ispirazione allegorica sottende a dissertazioni scaturite da Critica della Ragion Pura. Sillogismi di analogiche conclusioni prorompono da menti eccelse intrinsecamente impegnate in erudite disquisizioni.
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...ecco il cibo per gli avvoltoi del "sapere" sempre pronti sul "trespolo" a catturar la preda...

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Rossella Gallucci
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Commenti (9)

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Clara Gismondi4 marzo 2010

Intellettuali anche loro, forse ma non dell'anima, forse. Girano sulle parole come fossero oggetti e giocano con la mente come fosse un puzzle da ricostruire. Molto distanti dai poeti, intellettuali dell'anima. Ma mi piace pensare che anche l'erudizione serva a qualcosa. Bella!

D
Dalassa4 marzo 2010

Leggendo la prima di ieri... capisco il bis di oggi. L'arroganza è una brutta bestia quando la si usa gratuitamente, per lo più per mettersi in mostra, è per neutralizzare qualche disagio interiore ...un esempio a caso: se un bambino durante la sua infanzia... è stato costretto a schiaffoni a studiare terrorizzato... forse anche a memoria... da adulto potrebbe divenire uno strafottente con gli altri... disprezzando tutto ciò che é diverso dal suo modo di vedere. Satira allo stato puro... perché non ci si capisce niente della poesia... o no? Scusate l'ignoranza.

Antonella Scamarda4 marzo 2010

Otto versi che a furia di leggerli e rileggerli, sono diventati più di mille... Che dire...? Troppo coinvolta emotivamente per scrivere altro... la conserverò per sempre!

La saccenza è il nuovo slogan della nostra era... una denuncia aperta, non orpellata e condivisa!

Rita Minniti4 marzo 2010

Un gran bel parlare, una disquisizione che non fa una piega e si piega al volere dell'anima che, non può controbattere, se non in onde di emozioni che la scienza, haimè, non sa nemmeno cosa sono. Una poesia che, con durezza, condanna quei "paroloni" propri d'un mondo che non certo appartengono al cuore. Molto bella e riflessiva tanto da piegare le menti più chiuse e determiante e ferme su costrutti aridi.

Gabry Salvatore4 marzo 2010

Belli e veri questi pochi versi che racchiudono una verità profonda l'arroganza frutto di un atteggiamento nato dalla presunzione della conoscenza che il più delle volte non è sinonimo di cultura... Originale!

Quanto possono far male le parole. A volte secche e repentine, come un sonoro ceffone, altre volte melliflue ed insinuanti, con lo scopo di circuire. Far buon uso delle parole? Impresa assai difficile, considerando il fatto che, per mezzo di esse, molti amano nascondere il proprio egocentrismo.

Salvatore Ferranti5 marzo 2010

c'è una folta schiera di finti intellettuali, di persone che si credono chissà chi solo perché hanno letto qualche libro( e male)...io, pur avendo a casa una libreria di 3000 volumi, sono dell'idea di Socrate:"so di non sapere". è l'umiltà la vera dote di chi ha capito cos'è la vita. splendida poesia, che deve far riflettere... applausi.

Carlo Fracassi5 marzo 2010

Di demagogia e retorica ne son piene le fosse e più nessuno ormai presta ascolto, ma attenzione a non cadere nello stesso trabocchetto nel denunciare e stigmatizzare.