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Donne 6 marzo 2010 · lettura 1 min · 6070 letture

Dal rogo alla festa

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Dalassa 282 poesie pubblicate
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Una voce mi ha parlato solcando spazi di un sogno senza fine oltre il limite di umana concezione guardo la terra disse la guardo da un cielo pulito per me qualcuno ha bussato alle porte del paradiso non avevo membra non avevo voce solo carne bruciata e dalla brace del mio rogo una mano l'anima ha elevato prima che il corpo divorato dal tempo incenerisse stracciando le mie vesti violentando ogni pudore. Quant'acqua che scorre nel fiume dell'oblio nella stessa terra dove lacrime ho versato dove ho inghiottito petali di fiori per regalare al mio mutismo amore. Con i miei occhi chiusi bagnati dal terrore pregavo per non morire e baciavo la fronte dei miei figli supplicando il vento di ruggire il mio dolore. A te donna, a te sorella che il mio sangue possa rendere il tuo letto di spine giaciglio del tuo cuore che tu possa nell'uomo trovare il tuo compagno di pace, di parola e di rispetto alla tua vita. Non strappate mimose dai rami lasciatele vivere nel loro colore sfidano il rigido inverno... annunciano nuova stagione.
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L'altra metà del cielo... una delle definizioni storiche rivolte alla donna. Ed è dal cielo che ora immagino di ascoltare le voci di coloro che hanno pagato con la vita per restituire al genere femminile la propria dignità. Dal rogo del medioevo al rogo delle operaie di New York quante donne sono state trucidate! Noi siamo quello che siamo soprattutto grazie a questi sacrifici. Dal più profondo del mio cuore sono grata a tutte le donne martiri ed a quelle che purtroppo ancora da qualche parte del mondo continuano a lottare. Ci siamo allontanate dai roghi... ma tutto ancora brucia dentro...

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L'autore
Dalassa

Non amo parlare della mia vita ma amo leggerla, tradotta in pensieri, sensazioni, poche righe che mi aiutano ad auto analizzarmi. I versi che scrivo attingono ed evocano in me immagini surreali che suggestionano da lungo tempo la mia fantasia. Rileggendomi però non sempre mi riconosco. Cerco di proiettarmi in ciò che e

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Commenti (13)

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E quanta strada dobbiamo ancora fare per essere veramente solidali tra noi, non contro gli uomini, naturalmente, ma sorelle vere nel condividere la difesa dei nostri diritti, nel capire che l'emancipazione non vuol dire comportarsi come il peggiore dei maschi. Purtroppo spesso siamo ancora considerate streghe da bruciare sul rogo per la nostra capacità di occuparci contemporaneamente del lavoro, dei figli, dei genitori anziani... Quale razza di sortilegio ci avrà consentito questa forza interiore? Non siamo diverse, siamo soltanto più temprate da secoli di lotta per avere anche noi il diritto di scrivere la Storia.

Carmelita Morreale6 marzo 2010

Versi splendidi, infinitamente apprezzati chiusa finale bellissima... non strappare le mimose... lasciandole vivevere con naturalezzae fino a quando la vita non le scolorirà naturalmente... un passaggio potetico di grande pregevolezza... Plausi ed inchini.

Barbara Rossi6 marzo 2010

Versi splendidi per una poesia che è denuncia come è giusto che sia... la strada è ancora lunga per noi donne... abituate ormai a lottare... !

Crepax736 marzo 2010

Anche io mi unisco alla gratitudine per quelle donne che hanno subito un martirio. Nei secoli la donna ha sofferto per la tracotanza dell'uomo che si è trincerato dietro false religioni per nascondere le sue nefandezze...

Clara Gismondi6 marzo 2010

Quando hai scritto di non strappare rami di mimosa ho proprio sentito quei rami come mie braccia e mi ha fatto venire i brividi. Noi siamo delicate e forti. Strega al rogo perché non capita ora vive in ognuna di noi che di quel mistero facciamo parte. Bellissima, profonda, una dedica fantastica!

Kiaraluna6 marzo 2010

La strada dell'emancipazione... ma io la chiamerei solo parità di diritto, della donna,è macchiata di sangue e lacrime... e tutto quel fuoco non si è ancora spento... Magnifica e sentita poesia, grande dedica... grazie.

Danielinagranata6 marzo 2010

la strada è ancora lunga... ma un giorno ce la faremo è una poesia intensa e molto bella profondità di pensiero e grande sensibilità dell'autrice che apprezzo molto tanto piaciuta da fiocco rosso

Giorgio Lavino6 marzo 2010

Bellissima chiusa. Stupendi messaggio. Lirica molto piaciuta

P
Pp6 marzo 2010

Ci si può solo inchinare... D'altronde aggiungere cosa altro a tutti i commenti bellissimi fatti? Una stupenda Opera Applausi fragorosi... Bis...

Rossella Gallucci6 marzo 2010

Eh si la strada è ancora lunga per arrivare ad una vera emancipazione, chissà se un giorno riusciremo a spegnere quel fuoco che brucia dentro... La chiusa è da inchino. La poesia è, a mio avviso, forse la tua più bella. SUBLIME

Mario Bugli6 marzo 2010

Quanto condividido questa bella poesia, tesa a rievocare il tragico evento e la sofferenza delle donne, per una pari dignità non ancora raggiunta... anch'io ho scritto sulle donne cominciando da quando non avevano l'anima come gli uomini ed erano considerate la porta del demonio... etc... etc. ma venendo al commento, mi piace molto l'esortazione a non strappare i rami di mimosa, già stressati nello sfidare il rigido inverno, perché annunciano una nuova stagione... sperando che sia quella dell'amore vero e del rispetto.

M

e' veramente bellissima ed evocativa, e ricorda un momento che niente a a che vedere con la festa poi attribuita, bella, profonda... .

Massimo Mangani8 marzo 2010

le tue parole sono note dolcissime che arrivano ai sensi del lettore - hai ragione, non cogliete le mimose non staccatele dalla vita come in passato quelle donne che son state ...