Rinnegata oasi
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Ecco, semplicemente: non ci ho capito nulla. Nemmeno la lingua utilizzata. So di essere limitato, ma se qualcuno me la spiega (soprattutto la lingua utilizzata, gliene sarei molto grato.
Forse potrei, io piccolo uomo... ci provo: tu che respiri a pieni polmoni sino a gonfiare guance, cioè a riempirle, per poi sputare fuori, lo stesso senza produrre nulla (interpretazione mia) stare al mondo, usufruirne senza dare un C..o... al dunque, stanca ho voglia di fanga (cioò anch'io a volte deve espletare ciò che gli altri mi pregnano) voglio la libertà di farlo per mia scelta, fino ad immergermi fino ai capelli ed aspirarne per assorbire nuova linfa e dare una ragione al mio fare (muovere le mani) Devo dire che a volte alcuni preferiscono leggerezza, e poi pretendono di esser capiti nelle criptiche, personali visioni, qui diciamo la forma giustifica il mezzo... letta con piacevole coinvolgimento.
Cosa vuol dire, a tradotta il sangue? Sinceramente, pur disponendo di una notevole fantasia, non ci sono arrivato. Questa poesia, credo sia criptica anche all'autore. A volte, questo può essere un bene...
La poesia è molto criptica. Almeno per me si intende. Mi sembra una riflessione su di un momento in cui predomina una voglia di cambiamento in una fase di immobilità. Spero di non aver detto castronerie...
Quando ci sii iquieta a tal punto, da fare una sceneggiata, viene voglia di immergersi nel fango e di agitarsi... così l'ho sentita... Lirica molto apprezzata
Ciò di cui si parla è un'oasi in cui stare perché viene negata dalla vita quotidiana. Prendere respiro è il senso della 1 strofa che si può ottenere dall'immergersi in un film da sola e basta, rilassarsi. Nella 2 c'è voglia di vita vera quindi anche di sporcarsi col suo inevitabile fango, e di sangue "tradotto" cioè portato affinché ci si "muova". Intensa e piena di disperazione che però è frenata dai periodi circonvoluti e dall'uso di parole arcaiche (mota). "Tradotta" poi all'inizio fa pensare al treno dei soldati e solo dopo si capisce che è in uso avverbiale. Nel complesso poesia "difficile" come lo stato d'animo che riflette.
quanto l'affronto è più vile quanto più il raziocismo della persona assennata congela l'ira. Una forzata "non esplosione" che appesantisce l'anima sino alla inarrestabile implosione tradotta in un ingestibile malessere. ""Allora esplodo""



