Amici miei. (Post mortem)
Morbido corpo
Madido di vita.
Morboso il dolore
per il terroso oblìo,
di ferroso involucro
o di legnoso letto
l'orrido giorno che al fine arriverà,
della mia carne ossido farà.
Il fetido faretro che lentamente accenderà
l'orrendo olezzo più del pestilente cesso.
Io, senza un nesso, sotto il colpi del nero messo
me ne andrò salutando con faccia da fesso, la mia.
E da quel ceppo, sordido, andrò
io che più non so e non sono.
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