8 Marzo 2009 - Grido di madre
Ausilia Giordano
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Una pioggia di stelle
stanotte si dibatte frangente
in impetuosi guizzi veloci
intingendo di rosso vermiglio
il cielo sgomento.
Saetta infuocata
lama più che spada acuminata
infittami nel petto.
Ardente grido che lacera il cielo.
Grido di donna. Di madre.
Donna. Madre per pochi attimi ancora!
Mio sei ancora figlio,
mio respiro ... incomparabile fiore
mio delicato diafano giglio.
Vuoti orizzonti di speranza
si librano fiochi
dal tuo sguardo di ghiaccio.
Mute le membra tue alabastre
ora a me stringo
in un estremo abbraccio.
Tu nel mio cuore sublimato
mio diletto soave germoglio
mentre l'ultimo anelito di vita
veloce ti sfugge.
Delle volte celesti sei sulla soglia.
Senza di te più niente
mi motiverà una gioia sincera.
Né il più vivo ricordo
mi potrà mai conforto recare.
Donna. Madre ero
di un tal adorabil zaffiro.
Senza il tuo respiro
sono un'ombra fugace
sprofondata in silenti baratri
rotti solo da soffocati singulti.
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L'autore
Ausilia Giordano
Commenti (1)
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Antonella Bonaffini8 marzo 2010
Una poesia drammatica che tocca le corde del cuore... versi di incredibile bellezza!

