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Impressioni 9 marzo 2010 · lettura 1 min · 972 letture

Di sensi... di colpa...(monologo)

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AnnamariaMilazzo lightdark 465 poesie pubblicate
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Come pietre inghiottite affondate nell'acido che non scioglie A graffiare il pensiero rimane in gola il pianto Ma oggi un rospo grigio e mollo farebbe meno schifo delle bugie Anche se il senso quel senso rimane "Il peccato è stato fatto"
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La brevità di ogni verso mi dà l'immagine di una stilettata al cuore. La vita ci riserva il desco dei cibi più variegati. Ci fa accomodare e gusti e non gusti ci fa assaggiare tutto ciò che ha preparato, anche i rimorsi. La tua introspezione, essenziale e senza il buonismo che uccide, diventa poesia nell'attimo in cui chi, come me, la legge ne fa corredo personale. I versi, quando sono donati all'emozione altrui, sono universali ed ognuno può essere poeta nel momento in cui li regala gli altri. Tu sei poetessa, quindi, ed io volevo dirtelo.

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L'autore
AnnamariaMilazzo lightdark
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Commenti (1)

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Mario Bugli9 marzo 2010

Rende bene l'idea del senso di colpa e del "peccato" a manifestare come in ogni essere umano, sia insita la coscienza del bene e del male a prescindere dalle credenze religiose, e che ciascuno di noi, ne debba rispondere quanto meno a se stesso. A questo proposito mi vien da pensare al romanzo "Delitto e castigo" di Dostoevskij, dove la parte predominante è proprio quella del senso di colpa del protagonista. Ma a parte queste digressioni anche un po' fuorvianti, la poesia è bella oltre che per quanto sopra, anche per lo stile minimale, privo di inutili orpelli.