Quando rifiorirà la mimosa
Sono una umile donna di 55 anni che ama scrivere poesie semplici ed essenziali. Amo anche la prosa, la Musica, il Teatro, la Pittura. L'arte mi attrae e mi appassiona per la sua capacità di espressione e trasmissione di sentimenti e sensazioni. Ho un blog: www.tristezzainfinita.blogspot.com
Commenti (10)
Sull'attualità del tuo scritto molti dovrebbero riflettere, ma purtroppo cosi non è. Al mio paese dicono "Passato il Santo finita la festa".
Quanta strada hanno le donne di tutto il mondo da percorrere per acquisire una dignità che ancora le viene preclusa! Si ha bisogno di una festa quando si è ancora considerati in qualche modo "inferiori"...speriamo che cambi il vento! Bellissima la tua poesia, ampiamente condivisa.
Eh si. La donna brilla in un cielo stellato ma l'altra metà del cielo (che secondo me sono i maschi, se ne accorge sola una volta l'anno. Ancora troppe violenze, fisiche e non, rendono la donna vittima di un mondo maschilista. Molto bella
Quanto volte ci si dimentica che la festa delle donne non deve essere solo un giorno l'anno ma tutti i giorni... solo così la vera parità.
Tristi immagini evocanti la situazione di donne infelici... che sempre si ricordano l'8 marzo ma sempre si ritrovano nelle medesime infami situazioni... Lirica molto apprezzata
Parole dure quanto vere...è solo ipocrisia festeggiare un giorno e massacrare gli altri 364... il rispetto è l'unico fiore da donare ad una donna. Applausi e inchino... e un sentito GRAZIE.
Questo è un mondo di formalismi e di apparenze ove i sentimenti e la sostanza hanno perso la dimora; c'è tanta gente che l'ha capito e questa è l'unica speranza per il futuro. Mi complimento con te, brava.
Sono contenta quest'anno per non aver dovuto ringraziare nessuno per un ramoscello di mimosa - perché mi sono sentita al pari di tutti gli altri giorni – a forza di dirlo qualcosa arriva. Una poesia che è come una pugnalata, ma purtroppo è la pura verità.
Io personalmente sarei per l'abolizione della festa della donna. Aboliamo l'otto marzo. Basta dobbiamo smettere di pensare a noi stesse come a esseri che necessitano di cure una volta l'anno, e cominciare a pensarci davvero cittadine, persone, e solo in secondo luogo femmine. Diciamo no alle mimose e agli auguri, rifiutiamo l'attenzione elargita per costrizione. Aboliamo l'otto marzo, che solo in Italia viene festeggiato con questa sciocca enfasi. Per quanto mi riguarda, io non festeggio mai! ...
Versi crudi, toccanti e veri... le donne desiderano essere comprese e rispettate e non ricordate almeno una volta l'anno nella memoria collettiva e poi tutto ritorna come prima e anche peggio negli altri giorni. Molto condivisa e apprezzata.










