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Impressioni 11 marzo 2010 · lettura 1 min · 2968 letture

Suoni soavi e suoni stridenti

D
Dalassa 282 poesie pubblicate
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Suoni che imprimono il sogno di canti che s'alzano al sole ricevono voce dormendo e nel pianto un antico dolore scelgo una nota di piano e sfioro i suoi tasti d'avorio ho nelle orecchie il mio mondo e un grido che sveglia il mio sonno.
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...quante voci sgradevoli... troppe!

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L'autore
Dalassa

Non amo parlare della mia vita ma amo leggerla, tradotta in pensieri, sensazioni, poche righe che mi aiutano ad auto analizzarmi. I versi che scrivo attingono ed evocano in me immagini surreali che suggestionano da lungo tempo la mia fantasia. Rileggendomi però non sempre mi riconosco. Cerco di proiettarmi in ciò che e

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Commenti (10)

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Giovanna De Santis11 marzo 2010

tastiamo tasti d'avorio mentre inique note arrivano straordinaria magistrale poesia d'impressioni che appieno condivido inchinandomi alla maestria dell'AUTRICE

Rossella Gallucci11 marzo 2010

Troppe le voci che "stridono" e disturbano la nostra mente. Siamo circondati da gente che non fa che blaterare, non rendendosi conto di emettere semplicemente dei suoni senza senso e anche fastidiosi per le nostre orecchie... Cerchiamo di chiuderci nel nostro mondo, nei nostri "suoni" ma spesso veniamo disturbati anche se ci isoliamo... Condivisa e sentita

P
Pp11 marzo 2010

Quanto ha ragione l'autrice, mentre lieve sfiora i tasti di un pianoforte, magica melodia... Interrotta da suoni sgradevoli, quante volte succede? Condivisa e apprezzata, applausi infiniti!

Maurizio Melandri11 marzo 2010

Delicata e intensa lirica, totalmente condivisa, un'esortazione ad aprire il nostro udito sensibile collegato al cuore e a tralasciare quello della cacofonia collegato alla mente ed alla frenesia quotidiana. Apprezzatissima .

Daniela Pacelli11 marzo 2010

Toccante questa lirica, certe note stridenti ricevono voce dormendo e nel pianto un antico dolore... e nel dolore un grido che parte dalle orecchie e sveglia i sogni... troppi sono i suoni, troppe le voci che ci ditrurbano. Direi condivido pienamente questa riflessione. Molto bella lirica, appluasoni

Kiaraluna11 marzo 2010

Il mondo è pieno di fragore che non ci permette più di percepire voci e melodie che la vita ci regalerebbe, e stiamo disimparando a comunicare. Davvero bella e condivisa.

Clara Gismondi11 marzo 2010

Come tu dici il grido del passato è una nota che ci richiama e tu scegli una nota per richiamarlo. Bellissimo questo gioco di significato il passato a noi e noi al passato. Anche se il dolore prende voce mi sembra di sentire un suono che si perde tra le note. Bellissima poesia, molto intensa!

Clodiaf090411 marzo 2010

Incisiva e ben ritmata, molto apprezzata anche per il contenuto.

Giorgio Lavino11 marzo 2010

Che bella! Dipinta straordinariamente la differenza tra suoni e rumori. Un canto armonioso accompagnato dal pianoforte in maniera davvero mirabile. Una bell'opera.

Il suono di un pianoforte scordato è la voce più triste di tutto il creato. E' lamento di gabbiano, pianto di bambino, voce inascoltata che vorrebbe soltanto cantare parole di pace.