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Introspezione 11 marzo 2010 · lettura 1 min · 3233 letture

Cocci

Rossella Gallucci 312 poesie pubblicate
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Piansi due volte quel giorno. Piansi di un dolore che aveva raso al suolo il mio edificio. Il crollo produsse polvere e la polvere fumo e il fumo si arrampicò sui tetti ancora intatti, tegole incolori a riempire spazi vuoti. Ma il mio edificio era lì, raso al suolo. Ed io mi piegai - occhi polverosi- a raccogliere cocci.
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Rossella Gallucci
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Commenti (12)

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Anna Maria Scamarda11 marzo 2010

Le metafore della poesia si prestano a varie e diverse interpretazioni. In un risultato artistico suggestivo e bello.

D
Dalassa11 marzo 2010

La rabbia nasce dal nostro modo di essere e di relazionare con gli altri. Introspezione di origine onirica dove il pianto é capace di far esplodere la propria "abitazione" interna e accumulare macerie e fumo per poi con coraggio raccogliere ciò che rimane per ricostruire. Decisamente convincente ...e fa respirare molta di quella polvere...

Aldo Bilato11 marzo 2010

Stupenda! Hai uno stile che sento molto... semplice, lineare, diretto... colpisce. Fiocco. cià.

Kiaraluna11 marzo 2010

Crolla il nostro mondo senza che nessuno lo veda... ed i cocci sono nostri. Una poesia grandiosa... apprezzatissima.

Carmelita Morreale11 marzo 2010

Dolore e sgomento quando la propria vita va in frantumi... ma il tentare di rimettere in sesto i cocci... è indice di una volontà di ripresa che ci consentirà di ricostruire il nostro edificio ... Piaciuta moltissimo, momento di profonda introspezione espressa con versi davvero notevoli.

Salvatore Ferranti11 marzo 2010

grande dolore e tristezza in questi versi, a raccontare d'un evento che diventa esempio, metafora dell'umana debolezza. applausi. bella poesia.

Clara Gismondi11 marzo 2010

Molto bella questa poesia dal ritmo che risucchia in un'onda di pianto. Intensa, coinvolgente, avvolgente!

Enrico Baiocchi11 marzo 2010

Un sguardo profondo e amaro sul passato, una grande forza verso il futuro, ricostruire da quei pochi cocci ciò che altri hanno distrutto. Molto sentiti ed intensi versi che colpiscono il lettore e annebbiano l'animo. Complimenti ed applausi.

Clodiaf090411 marzo 2010

Vanno raccolti i cocci se si vuol continuare il cammino... Bella e sentita.

Berta Biagini11 marzo 2010

I cocci è sempre bene raccoglierli, altrimenti nella vita non potremo più guardare avanti – l'importante è stare attenti a non farci del male – poiché sempre qualcosa che non si vede si nasconde.

Barbara Rossi11 marzo 2010

Versi coinvolgenti con suggestive metafore. Complimenti, molto apprezzata!

Rita Minniti12 marzo 2010

Poesia di grande impatto emotivo, dove l'essenzialità del verso, impreziosta da ardite metafore, diventa sublime introspezione. L'immediatezza espressiva che, caratterizza questi versi, lasciano in fondo all'anima amarezza e tristezza. Notevole è l'impatto iniziale, quando l'autrice scrive:"Piansi due volte quel giorno", così a voler sottolineare questo dolore profondo che pulsa forte nell'anima, quasi a volere con incidenza ricordarlo, per sopportarne la fine. Un dolore che mette a dura prova la propria esistenza, metaforicamente identificata col crollo di un edificio, perché è proprio così che sente sbriciolare la sua vita. Un crollo che ha prodotto pensieri e momenti sconvolgenti, mentre con immane dolore non resta che raccoglierne i cocci. Bellissima e malinconicamente incisiva!