Fuggiva

Viaggiava su un treno
senza biglietto
andava lontano
in un luogo mai cercato
Fuggiva da casa
dalla sua vuota stanza
dalla sua fredda patria
cercava un altra casa
Non una fissa dimora
non una grande villa
desiderava solo
una culla tranquilla
Voleva andare
dove poter amare
senza guardare
il suo vecchio casolare
Fuggiva da lì
doveva aveva sofferto
ma dove era sbocciato
ed aveva gioito
Così lontano
cercava del sole la luce
del mare la pace
dell'erba il profumo
Ma poi comprese
che nulla è per sempre
Per trovar la quiete
non altrove doveva cercare
ma dentro di se doveva guardare
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Raggioluminoso12 marzo 2010
La fuga da se stessi non è mai risolutiva dei problemi, come sottolinea l'autrice. Versi scorrevoli che trasmettono l'incalzare del fuggire. Molto ben congeniata e molto apprezzata!
Nemesis Marina Perozzi13 marzo 2010
Ho passato una vita a fuggire, sempre più lontano, per poi accorgermi che era solo tornando sui miei passi, che avrei finalmente trovato pace.

