Chiedo perdono

Mi addormento quieta,
la rabbia sconfitta
il dolore placato,
una fitta nel petto
mi dice che aspetto
solo le lacrime fitte
che solcano già
ogni fibra dell'anima mia.
Mi addormento sfinita,
la paura mi intralcia
m'ha già fatta sua,
ancor prima di vedermi sopita.
Sapeva già
che mi sarei abbandonata
nelle braccia di Morfeo
ancor prima di veder solcare
il viso,
le gote,
inondati gli occhi
giù fino alla disperazione
delle lacrime mie.
Mi addormento
e non so ancora di
non averne capito il senso.
Non so di averne sprecate tante,
anche se ognuna di esse,
ogni mia goccia,
ogni mia lacrima ha questo valore:
Rappresenta ogni disperazione,
ogni cupo urlo taciuto in gola,
smorzato,
ferito,
un'ultima volta
strappato via.
E le ho sprecate,
loro,
le ho mandate giù.
Ho pianto,
ho urlato al mondo
il dolore,
la rabbia,
ogni rancore.
A volte ho taciuto,
gli occhi sereni
per chi non poteva capire.
A volte
mi hanno graffiato
l'anima.
A volte,
l'ho fatta a pezzi
con le mie mani,
la mia,
la tua...
A volte
non ne ho potuto fare a meno
e per questo
chiedo perdono.
©
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