Fiamme vocaliche dall'ignoto
Io sono è, chi esiste non è.
Versi come gomitoli di infiniti sensi, ma di senso incompreso.
Parole cadenti dal cielo si incendieranno sulle ragioni sanguinanti,
già esiste! Che sia il suono e sia nuovo, verso il sensibile! Insensato.
L'essere cieco mi porta a vedere utopie,
ciò che unisce e slega; l'anima è ignorante.
Vaghe ombre si distendono ma di luoghi persi,
assurdo attraversare, piangere di miseria del proprio genio,
ridi di fallimento poeta, afferra significati innati... e morirai?
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (1)
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Silvia Contessa13 marzo 2010
ho letto più volte la tua poesia, è particolare e mi piace come è scritta. " versi come gomitoli di infiniti sensi" mi ha colpito molto questa frase.

